Reindustrializzare la Toscana, quanti lo vogliono?
C’è una precondizione, di cui si parla ancora troppo poco, per qualsiasi piano che punti a reindustrializzare la Toscana: il pieno ripristino della legalità economica , che faccia pulizia …
Alberto Magnolfi, pratese, avvocato: la politica come passione ed esperienza integrale di vita. Di formazione laica e liberalsocialista, prima tessera con i giovani del PSDI . A trent’anni vice sindaco di Prato ed assessore all’urbanistica, quindi in Regione come assessore ai trasporti, infrastrutture, vice presidente della Giunta. Risalgono a quel periodo quasi tutti i progetti delle grandi opere per Firenze e per la Toscana, di cui si colgono i primi frutti un quarto di secolo dopo. A seguito delle vicende che portarono al tracollo del PSI e della prima Repubblica, si allontanò per molti anni dalla politica attiva, segnata da un giustizialismo di cui aveva conosciuto l’iniquità. Avvicinatosi agli ambienti di Forza Italia, in cui era vivace la presenza degli ex socialisti, fu nuovamente eletto in Consiglio Regionale, divenendo nel 2008 il capogruppo dell’opposizione. Dopo i travagli degli ultimi anni, scruta gli orizzonti politici con libertà di giudizio.

C’è una precondizione, di cui si parla ancora troppo poco, per qualsiasi piano che punti a reindustrializzare la Toscana: il pieno ripristino della legalità economica , che faccia pulizia …

Quello che ci lascia è soprattutto un futuro di grandi incertezze, e ciò la dice lunga sul bilancio politico da trarre.

Disaffezione e sfiducia mettono in crisi, forse definitivamente, il bipolarismo italico che non si è mai davvero consolidato, ammesso sia esistito.

La Repubblica celebra i suoi settant’anni e per la prima volta chiama 400 sindaci, con le loro fasce tricolori, ad aprire la tradizionale parata ai Fori Imperiali. Una buona idea, un bel colpo …

Flessibilità: confondere una boccata di ossigeno con la guarigione dalla malattia è il primo rischio che non dovremmo correre.

Un derby di questa natura, avvilente per tutti, dovrebbe provocare in ciascuno dei protagonisti un riesame profondo delle contraddizioni insite nel proprio atto di nascita.

Questa riforma della Costituzione rischia di essere la madre delle anomalie italiane. Cioè di aggravare quelle peculiarità negative che una riforma dovrebbe almeno in parte correggere.

La politica non è una scienza esatta ed i fattori più vari si mescolano, anche al di là delle intenzioni e dei propositi dei protagonisti.
