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Archivio degli articoli

Stati Uniti d’Europa, Bolzano e giochi senza frontiere

21 Ottobre 2019 | di Vincenzo Donvito

“Giochi senza frontiere” è lo spettacolo a cui ci ha invitato l’amministrazione della Provincia di Bolzano con la sua decisione di cancellare dai suoi documenti la dizione “Alto Adige”, lasciando solo …

Dì 33

21 Ottobre 2019 | di Il Taciturno

Riassumendo per sommi capi: Renzi nasce democristiano, aderisce ad un partito postcomunista, lo trasporta nell’internazionale socialista e diventa quindi un leader socialista. Esce dal partito, …

Nero Colf

21 Ottobre 2019 | di Enrico Martelloni

Cari amici dalla felice penna di Rex Stout, uscì il celebre Nero Wolfe, e per chi se lo ricorda impersonato dal celebre e calzante Tino Buazzelli. Tra le tante serie successive, il tempo passa, e …

Proiezione del film Holodomor a Poggio a Caiano

19 Ottobre 2019 | di Enrico Martelloni

Venerdi 25 ottobre alle ore 21

A Suoni riflessi è Rococorock, con il rettore Dei e la Camerata di Prato diretta da Ancillotti

19 Ottobre 2019 | di Lorenzo Sandiford

Domenica 20 ottobre alle 11 di mattina in Sala Vanni un vivace programma di danze da G. Ph. Telemann a J. Hendrix / D. Schnyder, curato e introdotto dal rettore Dei, con la Camerata di Prato diretta …

Pisa, Teatro Verdi: i calorosi applausi del pubblico premiano l’Empio Punito e il direttore artistico Stefano Vizioli

18 Ottobre 2019 | di Stefano Mecenate

Servizio di Stefano Mecenate

Prima gli uni, poi gli altri

18 Ottobre 2019 | di Il Taciturno

Beppe Grillo ha proposto di togliere il diritto di voto agli anziani. Invece di criminalizzarlo facciamo così, accordiamoci con lui sul principio. E poi cominciamo a togliere il diritto di voto a …

L’evoluzione della specie

17 Ottobre 2019 | di Il Taciturno

Conte uno: chiacchere e distintivo, Conte due: tasse e manette. L’evoluzione della specie (populista). Il Taciturno

Presentazione del volume “Barbari nel secolo XX”

16 Ottobre 2019 | di Redazione Pensalibero.it

Firenze, 17 ottobre 2019 alle ore 18.00 GIOVEDI’ 17 OTTOBRE 2019, ore 18.00ZAP (zona aromatica protetta) Vicolo Santa Maria Maggiore, 1    FIRENZE Verrà presentato il volume …

Frenesia frenesia canaglia

15 Ottobre 2019 | di Il Taciturno

Nella frenesia degli ultimi giorni di predisposizione della finanziaria si parla a ruota libera di tutto: tassa sulla plastica, tassa sulle merendine, tassa sulle bibite, tassa sulle seconde case, …

Poche idee ma confuse

14 Ottobre 2019 | di Il Taciturno

Il centro di Firenze è ormai stato abbandonato dai fiorentini. La Confesercenti vuol prendere il problema di petto e il suo presidente, Claudio Bianchi, ha trovato la soluzione: “Credo che occorra …

“Le trascrizioni impossibili” del duo Fossi-Gaggini

14 Ottobre 2019 | di Lorenzo Sandiford

Giovedì 17 ottobre alle ore 21 alla Sala Buonumore del Conservatorio di Firenze il concerto “Le trascrizioni impossibili” del duo pianistico Matteo Fossi – Marco Gaggini nell’ambito del festival Suoni …

Kurdi

14 Ottobre 2019 | di Enrico Martelloni

Cari amici, esisteva la Repubblica di Mahabad, cioè la Repubblica del Kurdistan, fondata il 22 gennaio 1946. Finì in meno di un anno dopo che la crisi Iraniana fu superata e lo Shah ripresero …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

L’Europa e il piano “micidiale” di Erdogan

14 Ottobre 2019 | di Daniele Marchetti

L’idea di conquistare nuovo territorio alla Siria, con la scusa di espropriarlo al popolo Curdo, permetterà alla Turchia di creare una “nazione nella nazione”: un “ghetto dell’immigrazione”, lontano …

Riuscirà il PD a cambiare i 5Stelle? Per ora pare il contrario

13 Ottobre 2019 | di Nicola Cariglia

Come se Di Maio, liberatosi dal mobbing di Salvini, avesse preso a sua volta a mobbizzare Zingaretti. E, intanto, in Toscana, il PD rischia di buttare al vento la probabile vittoria alle regionali.

Alla Camera la presentazione di “Craxi, le riforme e la governabilità”

13 Ottobre 2019 | di Redazione Pensalibero.it

Mercoledì 30 ottobre, al Palazzo Teodoli, in Piazza del Parlamento 19, alle ore 10.00. Oltre agli autori, ne discuteranno Vannino Chiti, Bobo Craxi e Riccardo Nencini. Moderatore il giornalista …

Zingaretti e Grillo lanciano la santa alleanza

13 Ottobre 2019 | di Roberto Caputo

Ma non tutto è in discesa. Dopo l' Umbria, si voterà in Emilia Romagna e in Campania. E in quelle regioni ci sono due governatori del PD molto forti che hanno spesso litigato con i grillini.

Taglio dei parlamentari e voto ai sedicenni. Gli ultimi colpi mortali alla nostra democrazia (ma se cambia la legge elettorale…)

13 Ottobre 2019 | di Enrico Cisnetto

È dal 1994, cioè da un quarto di secolo, che la politica italiana, sentendosi delegittimata – ed essendolo, sia per la sua intrinseca fragilità, sia per non essere in grado di produrre sussulti di …

Giuseppi il megalomane silente

13 Ottobre 2019 | di Carla Ceretelli

"Si può competere con l’Intelligenza, ma non con la stupidità. L’Intelligenza ascolta,
capisce e, anche se non condivide, accetta. La stupidità si dimena nell’ EGO,
pretende ragione e non guarda oltre …

Alla guida senza criterio

13 Ottobre 2019 | di Fabrizio Binacchi

Di controlli ce ne sono tanti, ma troppi vanno in giro come se i controlli non ci fossero o non facessero paura.

Come risalire la china? Giolitti contro la disfatta dell’Italia (1919)

13 Ottobre 2019 | di Aldo A. Mola

O una svolta vera o la “generazione perduta” dei Neet contaminerà l'altra parte della società. Al confronto con questa sfida, la chiassosa disputa su rifugiati politici e migranti economici è retorica …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

Erdogan e l’Unione europea

13 Ottobre 2019 | di Angelo Giubileo

Le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla …

Renzi difensore dei ceti medi? Non mi convince

13 Ottobre 2019 | di Salvatore Lagaccia

Risposta all’ articolo di Gabriele Parenti. “Il senatore di Scandicci” vuole a tutti i costi riprendersi la scena. Insomma un democristiano "sui generis" che non si muove nel solco dei suoi …

Romney sfida Trump per salvare il suo partito?

13 Ottobre 2019 | di Domenico Maceri

Romney nel 2012 era il leader del Partito Repubblicano e va ricordato che si era conquistato la nomination del partito. Dopo la vittoria di Obama nel 2012 Romney era uscito di scena ma nel 2014 si era …

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