Grido ancora più forte la paura di te;
ma poi serena sussurro che paura è partita e non torna.
(Elisabetta Malantrucco)
No puedo disfrutar el amor.
Ese placer, sólo es propiedad de los hombres.
(Silvia Elena Valdés)
Adesso mi hai ingabbiato
Ma sono acqua che tra le sbarre evapora.
(Silvia Favaretto)
Mi vedi come una farfalla
E non sai che é la mia poesia a volar via
(Silvia Favaretto)
avvolta in coperte che celano amori perduti
assaporo la tua assenza, il tuo profumo dimenticato.
(Erica Liffredo)
Abbracciati. Intorno un lago dorato.
Un tepore amniotico. Allora, ti ho lasciato andare.
(Carmela Panariello Franchini)
Si fa cerniera la notte tra i silenzi.
Su labbra murate fende il supplizio di un chiaro di luna.
(Manuela Agostinelli)
la rubrica è da un’idea e a cura di franchini
www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it
I landai nascono come forma di comunicazione segreta, sussurrata.
Lamento antico e popolare delle donne per trasmettere il dolore per angherie e suprusi sofferti.
Con una struttura poetica semplice, di distico di 13 e 19 sillabe (anche non rigidamente).
Landai trasformatisi, poi, in strumento di denuncia – potente, immediato, comprensibile – delle violenze e delle oppressioni pepetrate nei confronti di minoranze e di deboli, di dimenticati.
Ma, i landai riscattanno gli abbandoni a volte levandosi come canto di gioia, di esaltazione di affetti e di emozioni umanissime.
Partecipano e pubblicano: Manuela Agostinelli, Silvia Favaretto, Ambrosia J. S. Imbornone, Séverine Jouve (Francia), Erica Liffredo, Elisabetta Malantrucco, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Silvia Elena Valdés (Messico)
© Manuela Agostinelli, Silvia Favaretto, Ambrosia J. S. Imbornone, Séverine Jouve, Erica Liffredo, Elisabetta Malantrucco, Stefania Musicò, Carmela Panariello Franchini, Silvia Elena Valdés
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