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Un indulto limitato…a Governo e opposizione manca però il coraggio

Marco Gervasoni, editorialista del Giornale, ha proposto l’altro ieri, di fronte alla ri-emergenza carceri, il ricorso all’indulto: «Ci sarebbe bisogno forse di un nuovo indulto. Una battaglia impopolare, certo, visto che il “crucifige”, il “butta la chiave” sono parole d’ordine che portano più voti. Ma chi sta al governo non può consentire che questo scempio continui». L’ultimo indulto risale al 2006 ed è stato l’unico dopo che nel 1992 un Parlamento atterrito dai magistrati impose una maggioranza dei 2/3 per approvare sia l’amnistia (che cancella il realto) che l’indulto (che applica uno sconto di pena).

di Marco Taradash | 16 Agosto 2023
Una immagine di un carcere piemontese (fonte Wikimedia Commons)

Marco Gervasoni, editorialista del Giornale, ha proposto l’altro ieri, di fronte alla ri-emergenza carceri, il ricorso all’indulto: «Ci sarebbe bisogno forse di un nuovo indulto. Una battaglia impopolare, certo, visto che il “crucifige”, il “butta la chiave” sono parole d’ordine che portano più voti. Ma chi sta al governo non può consentire che questo scempio continui».

L’ultimo indulto risale al 2006 ed è stato l’unico dopo che nel 1992 un Parlamento atterrito dai magistrati impose una maggioranza dei 2/3 per approvare sia l’amnistia (che cancella il realto) che l’indulto (che applica uno sconto di pena). Ogni tot di anni l’emergenza sovraffollamento e suicidi si ripresenta tale e quale ma nessun governo ha il coraggio di affrontare il “pensiero unico” giustizialista. 

Nel 2015 sembrò che il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) fosse sul punto di proporlo, di fronte alla richiesta pubblica del Papa, ma poi ci ripensò: “L’indulto e l’amnistia non mi hanno mai convinto: sono due gigantesche lotterie” aggiungendo naturalmente che il governo aveva in serbo una riforma risolutiva. 

Anche la presidente del Consiglio Meloni annunciò qualcosa di risolutivo qualche mese fa. E invece Nordio, attuale ministro della Giustizia, ripropone la soluzione caserme dismesse dove trasferire i soggetti meno pericolosi, altra bacchetta magica che viene regolarmente mostrata ai gonzi da oltre vent’anni, da Fassino fino a Bonafede.

Si proponga un indulto limitato ma subito invece, tenendo presente che in carcere ci sono oggi 4400 persone con condanne a meno di 2 anni e altre migliaia ne hanno da scontare altrettanti. Se le opposizioni vogliono sfidare il governo su un tema meno vago (buona o no che sia la soluzione proposta) del salario minimo, ecco un buon terreno di confronto. 

Se anche di scontro non so, e soprattutto non saprei fra chi e chi nella maggioranza e nelle opposizioni.

Marco Taradash 

Pubblicato in : EditorialeTag: andrea orlando, anni, battaglia, emergenza, governo, meloni, opposizione, parlamento, pd, persone, presidente del consiglio, soluzione

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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