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scintille di dei del 22 marzo 2015 – n. 4

di franchini | 23 Marzo 2015

SCINTILLE DI DEI

 

 

Etere

 

Etere (greco antico: ᾿Αιθήρ, Aithḗr) è una divinità primigenia della religione e della mitologia greca. È la potenza divina del cielo superiore e più puro, della luminosità del giorno. Si tratta della divinità dell’aria superiore che solo gli dei respirano, in contrapposizione all’aria respirata dai mortali (in greco ᾿Αήρ, aḗr).

Esiodo nella sua Teogonia (v. 124-125) lo indica come figlio Erebo (Ερεβος, le Tenebre) e Nyx (Nύξ, Notte) e fratello di Hemere (Ἠμἐρα, il Giorno).

Acusilao Erebo e Notte sono figli di Chaos e generano Eros, Etere e Metis (Μῆτις).

Igino, mitografo di lingua latina del II secolo d.C.,  nelle  Fabulae  [scrive che era figlio di  Caligine  (Tenebre) e di  Chaos.

Da Giorno (Dies) ebbe come figli la Terra e il Cielo (Caelum) e i l Mare. Mentre dalla  figlia  Terra ebbe come discendenza: Dolore (Dolor), Inganno (Dolus), Ira, Lutto (Luctus), Menzogna (Mendacium),  Giuramento  (Iusiurandum), Vendetta  (Ultio), Intemperanza (Intemperantia),  Disputa (Altercatio),      Dimenticanza    (Obliuio), Ottusità (Socordia),    Paura (Timor), Superbia,  Incesto  (Incestum), Battaglia (Pugna), Oceano (Oceanus), Themis, Tartaro (Tartarus), Ponto (Pontus), i Titani (Titanes) e le tre Furie (Furiae).

 

Etere nell’orfismo

 

Una teogonia di stampo orfico, quella attribuita a Ieronimo e a Ellanico di datazione incertae che viene riportata nel modo più esauriente da Damascio nel VI secolo d.C., così presenta la genesi del cosmo:

all’inizio vi è l’acqua (hýdōr ὕδωρ) e la materia (hýlē ὕλη); da questi si condensa la terra (gē γῆ);

prima di questi non c’è nulla, osserva Damascio, forse perché il “prima” è di natura “indicibile” quindi tramandato segretamente;

dall’acqua e dalla terra prese origine un serpente (drákōn δράκων) avente la testa di un toro e quella di un leone e in mezzo tra queste il volto di un dio, aveva anche le ali poste dietro le spalle, il suo nome era Tempo (Χρόνος, Chronos) privo di vecchiaia (agèratos ἀγήρατος), e ma ebbe anche il nome di Eracle (Hēraklēs, Ἡρακλῆς);

a questo serpente era congiunta Ananke (Ἀνάγκη, Necessità) incorporea, per natura identica ad Adrastea (Ἀδράστεια), con le braccia aperte a contenere (“ne raggiunge i limiti”,peráton) tutto il mondo (kosmoi);

Tempo, il serpente, è padre di Etere umido, di Chaos senza limiti e di Erebo nebbioso; in questa triade Tempo genera l’uovo;

dall’Uovo nasce un essere dall’aspetto sia femminile che maschile, con le ali d’oro, le teste del toro sui fianchi, un enorme serpente sul capo somigliante a tutte le creature selvatiche, questo essere conteneva in sé tutti i semi delle creature future, il nome di questo essere nato dall’Uovo era Protogono (Πρωτογόνος, Protogonos), anche chiamato Zeus o Pan (Πάν).

Una ulteriore teogonia orfica emerge dai Discorsi sacri (hieroi logoi, in ventiquattro rapsodie detta anche Teogonia rapsodica), di cui diversi autori neoplatonici riportano alcuni passi attribuiti a Orfeo ma probabilmente frutto di una rielaborazione di materiale arcaico avvenuta tra il I e il II secolo d.C..

Tempo (Χρόνος, Chronos) genera Etere e quindi un chásma (baratro, χάσμα) grande che si estende qua e là;

poi il Tempo per mezzo di Etere forma un “Uovo d’argento”;

dall'”Uovo d’argento” emerge Fanes (Φάνης, Phanes), ermafrodito, dotato di quattro occhi, con ali d’oro e munito di diverse teste di animali;

Fanes regna con Nyx (Notte) sua paredra, madre e figlia, dal potere mantico;

Notte genera Gaia e Urano, trasmettendo il potere regale a quest’ultimo;

Gaia e Urano generano Kronos che castra il padre strappandgli il potere regale;

il seguito è simile alla Teogonia esiodea fino a Zeus che inghiotte Fanes divenendo il Tutto;

Zeus riavvia una nuova teogonia, in questo nuovo processo il re degli dèi sposa Demetra che ha una figlia, Persefone, da Persefone, Zeus ha un nuovo figlio Dioniso che sarà protagonista nella nascita del genere umano:

« Presso Orfeo sono tramandati quattro regni: primo quello di Urano, che ricevette Crono, una volta che ebbe evirato i genitali del padre; dopo Crono regnò Zeus, che scaraventò nel Tartaro il genitore; in seguito, a Zeus successe Dioniso che, dicono, i Titani gravitanti intorno a lui dilaniarono, per una macchinazione di Era, e si cibarono delle sue carni. E Zeus, colto dallo sdegno, li folgorò e, generatasi la materia dalla cenere fumante da essi prodotta nacquero gli uomini; dunque, non bisogna che facciamo morire noi stessi, non solo come sembra dire il mito, perché siamo in un carcere, il corpo (questo infatti è chiaro), e non lo avrebbe detto affinché restasse segreto, ma non bisogna far morire noi stessi, anche perché il nostro corpo è dionisiaco: infatti noi siamo parte di lui, se è vero che siamo formati dalla cenere dei Titani, che ne mangiarono le carni. »

(Olimpiodoro. Commento al Fedone di Platone; fr. 220 Orfici. Testimonianze e frammenti nell’edizione di Otto Kern, p. 509)

 

 

 

 

Gli scritti sono tratti da “Wikipedia, L’enciclopedia libera” (sotto una Licenza Creative Commons) dal link

//it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mitologia_greca&oldid=70782290

ID della versione: 70782290

 

 

la rubrica è a cura di franchini

www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it

 

 

logo “scintille di dei” © 2015 Fondazione Franchini

Pubblicato in : Primo piano

Info franchini

Poeta, drammaturgo e pittore, presente già all’età di 28 anni in circa 30 strutture museografiche internazionali -dal Tel Aviv Museum al Miami Museum (così che, in una corrispondenza, I. Antonova, Direttore del Puschin Museum di Mosca, ebbe a scrivergli: “Maestro credo che le sue opere allarghino la nostra conoscenza dell’arte italiana moderna” e Paolo Ricci “…pittore colto che ha il pregio di non mostrare la sua cultura” ) -presentò la sua prima produzione ad olio (che seguiva quella del “segno” grafico) presso la Galleria “la barcaccia” di Napoli nel 1970. Dedicatosi ad una intensa attività politico-sociale ed alla ricerca di una espressione estetica adeguata a consolidare e rappresentare la personale condizione esistenziale, produce “a vomito”, e per periodi, sino al 2006, isolandosi dal mercato per non esserne contaminato.
Proteso alla costituzione di una fondazione, in funzione di questa si costituisce il “Comitato Fondazione Franchini” –cui aderisce, tra gli altri, Francesco De Martino (tra i maggiori storici contemporanei del diritto romano, già vice-Presidente del Consiglio e Segretario del PSI)-.
Teorico del movimento socialista, franchini ha fondato, tra gli altri, il circolo “il ‘99”, il “premio giornalistico Buccico”, il “centro studi di politica mediterranea”, e, attento osservatore dei problemi dell’immigrazione, sin dal 1981, la “FILI ’99” –primo tentativo di sindacato europeo della immigrazione legale. Ha firmato, tra l’altro, l’inno “I socialisti”, con la musica del M° Enzo Amato.

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