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La doppia maggioranza

di Giancarlo Magni | 9 Febbraio 2014

Due maggioranze nel Paese, una per il Governo, l’altra per le riforme. Una contraddizione che può risolversi solo se Renzi entra nell’Esecutivo.

senato“Impegno 2014” il patto che dovrebbe mettere su carta le cose da fare per il governo nell’anno in corso non riesce a vedere la luce. Annunciato più volte, voluto da Letta e da Alfano, resta al palo. Spiegazioni ufficiali non ce ne sono ma tutti concordano nel dire che a frenare sia proprio il segretario del PD che vuole portare avanti il pacchetto di riforme messo a punto con Forza Italia. Legittimo ma strano. Non perché non ci sia la necessità di fare le riforme ma perché “Impegno 2014” e “Patto per le riforme” sono figli di due maggioranze diverse entrambe però partecipate dal PD. Quella di governo, con NCD e Scelta Civica, quella per le riforme con Forza Italia. Per inciso una riflessione sulla schizofrenia del Cavaliere. Spacca il partito sulla motivazione dell’appoggio al governo e poi trova un’intesa con il competitor per antonomasia della vecchia maggioranza. Non sarebbe stato meglio allora implementare il patto di governo con quello per le riforme e andare avanti fino al termine della legislatura? La verità è che allora Berlusconi si fece convincere dall’ala dura del partito, poi si è pentito ed è corso ai ripari, ma ormai la frittata era stata fatta. Ma lasciamo a Forza Italia i problemi di coerenza e guardiamo agli interessi generali del Paese. Questi impongono che non ci siano elezioni politiche anticipate. L’Italia ha bisogno di stabilità. Ora, grazie agli errori di Forza Italia e alla smania di protagonismo di Renzi, si è creata una situazione difficile, dal punto di vista politico: il Paese ha due maggioranze. E non è una situazione che possa durare. L’unico modo per uscirne è riportare ad unità le due maggioranze. Ma c’è un solo modo per farlo, visto che non è pensabile che Forza Italia possa fare un clamoroso passo indietro: far entrare Renzi nel Governo, cioè assumerne la guida. L’unità della doppia maggioranza si realizzerebbe nella sua figura. Il governo potrebbe andare a scadenza naturale implementando il programma con l’azione riformatrice e la stabilità sarebbe assicurata. L’ambizione di Renzi e le contraddizioni di Forza Italia non scaricherebbero più sul Paese ma solo su di loro. Sarebbe un grosso vantaggio per tutti  e da tutti i punti di vista.

Pubblicato in : Editoriale

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

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