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l’oscurantismo della imbonizione

di Il vecchio pazzo | 17 Maggio 2015

Il delegato al compimento del sogno è il mandatario dell’acquiescenza, l’esorcista dalla paura.

Vi è un sotteso di religioneria pervicace nel proselitismo. La illusione/attesa/pretesa che ogni disagio patito o vissuto – in qualsivoglia condizione statutaria, economica, esistenziale patita o vissuta – trovi termine nell’ammassamento soporifero delle capacità critiche e creative di ciascuno, soggiacendo a soluzioni e rimedi   taumaturgici o laicamente prodigiosi.

Le coscienze si adagiano, allora, in compiacenze, sollecitazioni e finanche esaltazioni. Il delegato al compimento del sogno è il mandatario dell’acquiescenza, l’esorcista dalla paura.

Finanche la guerra, l’assassinio, il delitto si attuano in un campo di infertilità del terrore, dell’angoscia. Il simbolismo dell’eroismo o dell’audacia è lo scudo protettivo da ogni incertezza. Il proselitismo vibra consensi, applaude del suo rifugio, sfida ogni niente per apparire pingue, e sempre più, di vigoria. Pronto a mascherare ogni fragilità tematica con il consacrare le individualità opache e annientare il serpeggio di resistenza critica delle opinioni.

È il momento della tragedia, del cupo sociale che antecede la disgregazione della coesione dei popoli, la loro demolizione etico/sociale; che confina nel rammarico dell’incompiuto ogni tensione ed eventualità di progresso.

È l’oscurantismo. La reazione vorace delle lobbies di ogni connotazione e configurazione, del padronato finanziario, del padronato ideologico, del padronato culturale, delle forche mediatiche.

Il metodo è la furberia prestigistatoria dell’imbonizione. L’abbacinamento di una pietra filosofale, di cui si annuncia il possesso e unica a rendere il mondo perfettibile, nel mentre si opera il riavvolgimento sotterraneo delle necessitazioni morali e vitali cui, quel mondo, è faticosamente, con drammi, pervenuto.

L’imbonizione non richiede sacrifici, li obbliga; non realizza benesseri, li fantastica; non persegue logiche, le subordina; non facilità le libertà, le snatura.

È l’oscurantismo dell’imbonizione.

La strategia perversa è il pervenimento ad un proselitismo totalizzante che sia devotamente gestore degli spazi che conferisce il mandatario dell’acquiescenza, il capo.

In una sorta di vassallaggio; nuovo, perché i confini dei territori sono algoritmi; nuovo, perché le decime sono flussi finanziari; nuovo, perché il servaggio è segnato da categorie di funzioni; nuovo, perché le inquisizioni operano la dottrina dove dovrebbero fermentarsi le eresie; nuovo, perché la multimedialità manipola le carestie. Ma, vecchio; per il piacere tenebroso dell’arroganza amicale pronta alla voragine del compromesso utile o alla spregiudicatezza dell’odio, nell’odio.

Soffriremo l’oscurantismo? Subiremo la reazione?

Temo per la Repubblica.

Pubblicato in : Editoriale

Info Il vecchio pazzo

Poeta, drammaturgo e pittore, presente già all’età di 28 anni in circa 30 strutture museografiche internazionali -dal Tel Aviv Museum al Miami Museum (così che, in una corrispondenza, I. Antonova, Direttore del Puschin Museum di Mosca, ebbe a scrivergli: “Maestro credo che le sue opere allarghino la nostra conoscenza dell’arte italiana moderna” e Paolo Ricci “…pittore colto che ha il pregio di non mostrare la sua cultura” ) -presentò la sua prima produzione ad olio (che seguiva quella del “segno” grafico) presso la Galleria “la barcaccia” di Napoli nel 1970. Dedicatosi ad una intensa attività politico-sociale ed alla ricerca di una espressione estetica adeguata a consolidare e rappresentare la personale condizione esistenziale, produce “a vomito”, e per periodi, sino al 2006, isolandosi dal mercato per non esserne contaminato.
Proteso alla costituzione di una fondazione, in funzione di questa si costituisce il “Comitato Fondazione Franchini” –cui aderisce, tra gli altri, Francesco De Martino (tra i maggiori storici contemporanei del diritto romano, già vice-Presidente del Consiglio e Segretario del PSI)-.
Teorico del movimento socialista, franchini ha fondato, tra gli altri, il circolo “il ‘99”, il “premio giornalistico Buccico”, il “centro studi di politica mediterranea”, e, attento osservatore dei problemi dell’immigrazione, sin dal 1981, la “FILI ’99” –primo tentativo di sindacato europeo della immigrazione legale. Ha firmato, tra l’altro, l’inno “I socialisti”, con la musica del M° Enzo Amato.

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