
Ho testè letto il Tuo editoriale dal titolo, ritengo, ironico, perchè
non vedo all’orizzonte niente e nessuno che possa fermare questa deriva
tragicomica.
Una situazione paradossale, che vede il cittadino impotente, escluso da
ogni possibilità di controllo democratico, l’anarchia del potere
profetizzata da Pasolini portata, putroppo, dalla teoria alla realtà.
Sodoma: centinaia di migliaia di leggi astruse, a doppio, triplo senso e
oltre, che inficiano ogni potere esecutivo.
Un’acquitrino melmoso in cui sguazzano le lobbies, moltiplicando la
forza dei loro tentacoli, stritolando il nostro Bel Paese, con porcate
oramai intollerabili.
Un’oligarchia spettrale, tradotta nella porcialia di Napoli, nelle buste
paga che non pagano nemmeno le bollette dei monopoli travestiti da
privatizzazioni, negli indulti per i delinquenti veri, processi
ven tennali per fatti gravissimi che finiscono nella gloriosa
prescrizioni, mentre il cittadino onesto deve svenarsi per pagare le
multe salatissime per aver fatto una cazzatina in auto, trattato come un
killer seriale, qui con processo lampo, se ha bevuto “un’ombra” in piu’
in compagnia di amici pur non avendo mai fatto torto nemmeno ad un
bruco, in una vita intera di onesto lavoro.
Questo in dieci righe lo specchio incontrovertibile dell’Italia oggi.
C’è,esiste, è in fabbricazione, un politico, un uomo, non dico con due
palle, ma almeno con due bigliette di vetro in grado di dare speranza al
Popolo?
Non ho notizie in merito, ma mi metto a disposizione per la ricerca.
Non voglio passare in rassegna quelli che invadono schifosamente i
nostri media, da destra a sinistra: questi non hanno più pudore.
In qualsiasi Paese del mondo, ivi compresi Burundi e Burghina Fasu,
ge nte come Bassolino, Jervolino, Pecoraro (scusatemi se non ho! mai
capito cosa centri Scanio), Cuffaro, Prodi ecc., sarebbero mandati
finalmente e pur in tarda età a lavorare in miniera.
Gente come Andreotti, Cossiga, Levi Montalcini ecc., inviati ad un
meritato pensionato, in compagnia di tanti dotti, medici, sapienti e
Cardinali.
Sono dei bisnonni da trattare con tanto affetto, ma come affidare il
nostro futuro a chi non ha futuro.
Qui mi fermo, perchè dopo la diagnosi ci vorrebbe la cura, la medicina.
Non c’è putroppo, perchè nessuno di noi ha gli strumenti per curare
questa cancrena.
La legge elettorale attuale ci impedisce persino di scegliere la persona
che vogliamo noi nell’ultima fase di voto e ben lungi dal poterlo
scegliere nella fase primaria, farsa pazzesca nelle teatrate sin qui
provate.
Una democrazia che dobbiamo delegare a chi vogliono loro.
Se qualcuno prova a battere i pugni sul tavolo, a dire le cos e come
stanno, a toccare qualche potere forte, state tranquilli che qualcuno lo
ferma, magari perchè ha fatto pipi’ controvento: c’è sempre qualche
guardone o “orecchione” in agguato.
E poi diciamoci l’ultima: l’Italia è una ragnatela di piccoli e grandi
interessi di bottega. Con contenitore di deroghe non solo alle leggi, ma
anche al buon senso.
Poi Italia: Italie.
Mi inquadrano l’area di Napoli con decine di ragazzi senza casco che
sfrecciano davanti a forze dell’ordine distratte. Provate a farlo a
Treviso o a Vercelli!
Questo l’emblema: la verità in un’inquadratura.
L’impasse, caro Nicola.
Bisogna inventare qualcosa di nuovo, un nuovo sistema, per questo mi
incazzo quando sento parlare di direttivi, carichette che suonano oramai
da marionette, un già visto e sentito che deve essere spazzato via anche
dal linguaggio.
Un saluto cordiale
Fiorenzo Da Ros

“Bisogna inventare qualcosa di nuovo, un nuovo sistema, per questo mi
incazzo quando sento parlare di direttivi, carichette che suonano oramai
da marionette, un già visto e sentito che deve essere spazzato via anche
dal linguaggio.”
Il c.d. direttivo,riunione tra le alte cariche di una organizzazione , decisa allo scopo di coordinare (se possibile) le attività e precisare e migliorare gli scopi da raggiungere ,coinvolgendo tutti gli “attori”,risulta effettivamente una figura propria di strutture consolidate ,magari a corto di idee e di volontà ,ma coese nella comune sorte di potere. Non mi sembra sia il nostro caso ,dove -mancando il potere ,e la figura carismatica di un “duce” o condottiero ( che supporta anche la mancanza di strutture organizzative)- l’unione e l’organizzazione dovrebbero casomai emergere da una preesistente unità di intenti .da chiarire appunto ed esplicitare nel confronto interpersonale. Il vis-à-vis più opportuno per definire l’azione comune da intraprendere.
Certo ,hai ragione ,il quadro istituzionale è quello che è .Andrebbe spazzato via . Ma a questo può soccorrere solo una rivoluzione. Che non è ,come può apparire , anti-istituzionale ,ma il sistema più spiccio di preparare il terreno ad una rinnovamento completo delle istituzioni . Solo che fa paura ,in quanto è violenza , e come tale è cieca ,colpisce buoni e cattivi senza troppo discrimine. Allora ,fermo restando quanto hai detto ,bisogna ” inventare qualcosa di nuovo “. Che non sia accettazione , ma neanche rivoluzione. Ci vogliamo vedere , non per fare un “direttivo” ma per cercare una possibile via di uscita ?