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essenze del 15 marzo 2015 – n. 11

di franchini | 16 Marzo 2015

ESSENZE

 

 

 

José Saramago

 

 

non diremo parole mortali

 

Non diremo parole mortali, suoni

bagnati di saliva masticata,

nel dipanarsi dei denti e della lingua.

Colate tra le labbra, le parole

sono le ombre confuse, agitate

del verticale silenzio che si espande.

 

(Não diremos mortais palavras.

 

Não diremos mortais palavras, sons

Molhados de saliva mastigada

Na dobagem dos dentes e da língua.

Coadas entre os lábios, as palavras

São as sombras confusas, agitadas,

Do vertical silêncio que se expande.)

 

 

labirinto

 

In me ti perdo, notturna apparizione,

nel bosco degl’inganni, nell’assenza,

nel nebbioso grigior della distanza,

nel lungo corridoio di porte false.

Dal tutto si fa nulla, e questo nulla

di un corpo vivo subito si popola,

come isole che fluttuano nel sogno,

brumose, nel ricordo rinnovato.

In me ti perdo, dico, se la notte

sulla mia bocca colloca il suggello

dell’enigma che, detto, si ravviva

e s’avvolge in spire di segreto.

Nei giri e nei giri che m’adombrano,

nell’andare a tentoni a occhi aperti,

qual è del labirinto l’ampia porta,

dove il raggio di sole, i passi certi?

 

In me ti perdo, insisto, in me ti sfuggo,

in me fonde il cristallo e si frantuma,

ma quando il corpo cede alla stanchezza

in te mi vinco e salvo, in te mi trovo.

 

(Labirinto

 

Em mim te perco, aparição nocturna,

Neste bosque de enganos, nesta ausência,

Na cinza nevoenta da distância,

No longo corredor de portas falsas.

De tudo se faz nada, e esse nada

De um corpo vivo logo se povoa,

Como as ilhas do sonho que flutuam,

Brumosas, na memória regressada.

Em mim te perco, digo, quando a noite

Vem sobre a boca colocar o selo

Do enigma que, dito, ressuscita

E se envolve nos fumos do segredo.

Nas voltas e revoltas que me ensombram,

No cego tactear de olhos abertos,

Qual é do labirinto a porta máxima,

Onde a réstia de sol, os passos certos?

Em mim te perco, insisto, em mim te fujo,

Em mim cristais se fundem, se estilhaçam,

Mas quando o corpo quebra de cansado

Em ti me venço e salvo, me encontro em ti.)

 

 

 

 

José de Sousa Saramago (Azinhaga, 16 novembre 1922 – Tías, 18 giugno 2010) è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Sue opere famose sono “.Storia dell’assedio di Lisbona” , il controverso “Il Vangelo secondo Gesù Cristo” e “Cecità”

“l’uomo più saggio ch’io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere”, ebbe a dire allorquando ritirò il Nobel nel 1998.

 

 

La poesia “non diremo parole mortali” è proposta nella traduzione dii Giulia Lanciani dalla rivista “Poesia”, Anno XXIII, N. 252, Settembre 2010, Crocetti Editore; la poesia “labirinto” è proposta nella traduzione di Fernanda Toriello da “In quest’angolo del tempo”, in “José Saramago, Le poesie”, a cura di Fernanda Toriello, Einaudi Editore, 2002

 

 

La rubrica è da un’idea e a cura di franchini

www.franchiniscripsit.it franchini@franchiniscripsit.it

 

 

logo “essenze” © 2015 Fondazione Franchini

Pubblicato in : Primo piano

Info franchini

Poeta, drammaturgo e pittore, presente già all’età di 28 anni in circa 30 strutture museografiche internazionali -dal Tel Aviv Museum al Miami Museum (così che, in una corrispondenza, I. Antonova, Direttore del Puschin Museum di Mosca, ebbe a scrivergli: “Maestro credo che le sue opere allarghino la nostra conoscenza dell’arte italiana moderna” e Paolo Ricci “…pittore colto che ha il pregio di non mostrare la sua cultura” ) -presentò la sua prima produzione ad olio (che seguiva quella del “segno” grafico) presso la Galleria “la barcaccia” di Napoli nel 1970. Dedicatosi ad una intensa attività politico-sociale ed alla ricerca di una espressione estetica adeguata a consolidare e rappresentare la personale condizione esistenziale, produce “a vomito”, e per periodi, sino al 2006, isolandosi dal mercato per non esserne contaminato.
Proteso alla costituzione di una fondazione, in funzione di questa si costituisce il “Comitato Fondazione Franchini” –cui aderisce, tra gli altri, Francesco De Martino (tra i maggiori storici contemporanei del diritto romano, già vice-Presidente del Consiglio e Segretario del PSI)-.
Teorico del movimento socialista, franchini ha fondato, tra gli altri, il circolo “il ‘99”, il “premio giornalistico Buccico”, il “centro studi di politica mediterranea”, e, attento osservatore dei problemi dell’immigrazione, sin dal 1981, la “FILI ’99” –primo tentativo di sindacato europeo della immigrazione legale. Ha firmato, tra l’altro, l’inno “I socialisti”, con la musica del M° Enzo Amato.

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