Olinto Fei
Casa Editrice: Editrice Zona Prezzo : 10,00 € Olinto, nel suo breve ma intenso ricordo scritto nelle trincee del Monte Nero, fa intuire di essere giunto al fronte nell’anno e nel mese peggiore degli oltre tre anni di guerra. Vi arriva probabilmente nei giorni fatali della più cocente sconfitta del nostro esercito e dalle parole laconiche che suonano come un’accusa nei confronti dei suoi comandanti (ora vi racconterò come erano i nostri superiori che è per loro che sono in queste mani), appare chiaro che si sta combattendo la dodicesima battaglia dell’Isonzo che passerà alla storia come la “disfatta di Caporetto”. Era il 24 ottobre 1917. Olinto parla di una nuova guerra, quella di trincea, dove ancora vigevano i principi dell’onore del vinto, dove i prigionieri venivano trattati come colleghi riferendosi ai “bravi tedeschi” (dalla Postfazione di Giulio Fè). |
Olinto Fei |
| Nato di Torrita di Siena il 23 settembre 1897, fu militante nella Prima Guerra Mondiale, assegnato al 2° Reggimento Bersaglieri. Combattè la Battaglia di Caporetto, durante la quale cadde prigioniero. Fu deportato in Germania, nel campo di lavoro di Hammelburg e liberato il 15 gennaio 1919. L’incubo della guerra e di quella terribile esperienza lo segnò profondamente e non lo abbandonò mai per il resto della vita. Dopo una lunga malattia, venne a mancare il 23 novembre 1938.
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