Poteva essere una occasione di orgoglio nazionale in un momento in cui infondere fiducia e coraggio è quanto mai importante. E invece è diventata la solita bega da pollaio, la solita occasione di denigrazione, di ritorsione. In questa visione perversa, la trasmissione televisiva sulla consegna delle abitazioni ai nostri connazionali terremotati, non è una occasione per essere loro vicini ed al contempo vedere cosa è in grado di fare un popolo quando solidarizza, è solo un modo per celebrare Berlusconi. Il fatto è insignificante davanti all’odio. Purtroppo.
Certo il pericolo di una trasmissione troppo compiacente può esistere. Dipende dalla professionalità del conduttore. Ma in un paese normale, direbbe D’Alema, prima si vede la trasmissione e se ciò accade si protesta, si condanna, si denuncia, si manifesta. Qui no, si agisce in prevenzione. Si imbastiscono processi intransigenti. Alle intenzioni. Anzi a quelle che si suppone essere intenzioni. La verità è che per D’alema e compagni il nostro è un paese normale, solo quando governano loro. Se al governo ci sono gli altri, per ciò stesso viviamo fuori dalla normalità.
Diamogli ragione, aboliamo la manifestazione di regime sul terremoto in Abruzzo, ed al suo posto facciamo una manifestazione di informazione. Sul terremoto delle Marche del 1997.
Per agevolare la diffusione della corretta informazione segnalo un articolo di Repubblica del 31 ottobre 1997 di Giovanni Valentini dal titolo “Lo scaricabarile” dove, tra l’altro si legge: “è stato fatto veramente tutto il possibile per aiutare le popolazioni dell’Umbria e delle Marche colpite dal sisma?.. Le notizie che arrivano dalle zone terremotate e le riprese televisive autorizzano a rispondere di no: le immagini di quelle donne, di quei vecchi e soprattutto di quei bambini sotto le tende squarciate dal vento, come le vele di una barca nella tempesta, non possono non suggerire qualche interrogativo. Che fine ha fatto, in questa occasione, il buonismo dell’Ulivo? E soprattutto, dove s’è perso quel senso di solidarietà umana e civile che dovrebbe ispirare in modo particolare un governo costituito dalla sinistra? Non vogliamo essere ingiusti o ingenerosi con chi s’è prodigato fin dall’inizio nell’opera di soccorso e di salvataggio. Il problema evidentemente non riguarda tanto le persone, i singoli, quanto l’organizzazione complessiva e l’efficienza di un apparato d’emergenza che non funzionava prima e non funziona tuttora, se è vero che in Umbria e nelle Marche stiamo assistendo purtroppo alla riedizione di un triste spettacolo già visto e rivisto più volte in passato. ..il peggio è che anche questa volta è cominciato il gioco al massacro, il rimpallo delle responsabilità, lo scaricabarile, nel maldestro tentativo di attribuire sempre a qualcun altro ritardi, colpe e omissioni. La Protezione civile che accusa i sindaci delle zone colpite dal sisma, i sindaci che accusano le ditte appaltatrici, le ditte appaltatrici che accusano la burocrazia e così via, nell’eterna commedia italiana degli equivoci e degli inganni. E come se tutto ciò non bastasse, ecco che la maggioranza di centrosinistra trova il modo di litigare perfino sul terremoto, con Rifondazione comunista che attacca il governo sull’entità dei fondi da stanziare..”
Hanno ragione loro, non consentiamo alla televisione di Stato di trasformarsi in un corifeo del dittatore, non celebriamo un insopportabile regime. Delle case consegnate agli abruzzesi lo sanno tutti, informiamo su come le cose andavano prima, quando al governo c’erano Prodi e D’Alema.
Alessandro Lozzi
droz@dada.it

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