Anche il candidato principe alla segreteria del PD, Valter Veltroni, si appella ai venti dell’antipolitica per recuperare terreno ad un partito che stenta a suscitare entusiasmi per la sua nascita. “Abolire per legge il consiglio di amministrazione (Cda) della Rai e sostituirlo con amministratori e manager selezionati da una società di «cacciatori di teste» per posti dirigenziali”. È questa la sua trovata, lanciata ad un convegno della Margherita. «Il Cda della Rai è un duplicato della commissione di vigilanza», ha detto Veltroni. «Amministratori e manager siano selezionati da società di head hunting, perché Dio ci scampi dall’idea di avere aree del Paese che o vengono dominate da chi ha vinto le elezioni o vanno in paralisi».
Dunque, per Veltroni, è sufficiente affidarsi a cacciatori di teste per risolvere tutti i problemi del servizio pubblico. Un po’ come è stato fatto, durante l’epopea di mani pulite che stava sfasciando il nostro sistema politico, con le privatizzazioni-donazioni agli amici delle grandi aziende di stato: via il controllo della politica, mettiamo tutto in mano agli esperti, ed ecco che improvvisamente i giolielli di stato (autostrade, telefonia, etc) passavano nelle mani esperte di pochi ed eletti capitalisti senza capitali, sorretti da banche amiche.
Veltroni cavalca l’antipolitica e strizza l’occhio ai soliti amici
Propone di affidare la RAI ad amministratori e manager selezionati da “cacciatori di teste”. Come è stato fatto, durante l’epopea di mani pulite, con le privatizzazioni-donazioni agli amici delle grandi aziende di stato.

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