
“La vera emergenza è l’informazione”. Così titolava Giancarlo Magni un suo articolo pubblicato la scorsa settimana. Purtroppo non abbiamo motivo alcuno per dargli torto.
Prendiamo l’argomento del giorno, la campagna di vaccinazione che fa acqua da tutte le parti, e non da oggi. La carta stampata, le televisioni, le emittenti radiofoniche, le testate ed i siti internet martellano duro, in questi giorni. Siamo in ritardo con i numeri. Le cifre sono impietose rapportate a quelle della Gran Bretagna, degli Stati Uniti, di Israele e di altri Paesi virtuosi. Pazienza, si potrebbe dire: altri Paesi europei come Germania, Francia e Spagna sono più o meno al nostro livello. Passi pure: non si abbia a pensare che qualcuno vuole mettere in discussione le capacità organizzative di Conte, di Arcuri e la veridicità dei proclami trionfali di Casalino. Ma come la mettiamo con l’ordine di somministrazione dei vaccini, ovvero con la mancata priorità data agli anziani? La stampa di ogni tipo e di ogni colore è ora scatenata a denunciare questo scandalo. Bene: fa il suo dovere che è quello di rivedere le bucce al potere? Non ci prendiamo per i fondelli. Doveva farlo prima quando la frittata ancora non era stata scodellata, quando, cioè si poteva impedire quanto avvenuto. Accusare le responsabilità dei governi che si sono succeduti e delle Regioni, senza fare un minimo di autocritica, è, da parte della stampa italiana una manifestazione inaccettabile di arroganza e di senso di impunità che ci fa toccare con mano quanto essa sia distante dalla coscienza dei propri compiti. Qui sotto pubblichiamo alcuni link che vi portano direttamente ad una serie di articoli pubblicati da Pensalibero negli ultimi due mesi che segnalavano i due problemi che ora stanno provocando lo sdegno dei giornali che fino a pochi giorni fa avevano tenuto nascosto questo scandalo.
Vaccini: anziani retrocessi? » Pensalibero.it;
Perché dico no alla proposta di Bertolaso sui vaccini » Pensalibero.it;
Ore 10,57 vaccinato (a Londra) » Pensalibero.it
Tra la variante inglese (covid) e la costante italiana (improvvisazione) » Pensalibero.it;
Se di queste magagne si era accorto un piccolissimo foglio come il nostro Pensalibero, è possibile che fossero sfuggite alla grande stampa? Se avessero fatto per tempo una campagna di verità, invece di azzuffarsi per difendere o attaccare prima Conte e poi Draghi, non ci troveremmo a questo punto.
La conclusione è sconfortante. In Italia abbiamo centinaia di testate televisive, radiofoniche, della carta stampata, on line. Ma non abbiamo il vero pluralismo. Non solo quello politico, ma nemmeno il pluralismo dello stile giornalistico. E’ come un indistinto rullo compressore, autoreferenziale, intrecciato con il potere (economico e politico) che si preoccupa molto del Palazzo e poco di dare corrette informazioni al lettore. Al massimo si differenziano tra loro perché fiancheggiano partiti diversi: o destra o sinistra, o governo o opposizione. Ma il compito della stampa è cercare di raccontare i fatti. Tenendo bene a mente che indipendenza dal potere non significa lanciare invettive ma controllare e documentare l’attività che il potere svolge.
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