Se la media dei decessi per covid è di 81 anni mi pare ovvio che insieme a vari 80-90enni i ci sono anche molti della fascia 70-80. Eppure Bertolaso propone che dopo gli over 80 si passi a chi lavora. Leggo sull’Ansa questa sua dichiarazione “Fermo restando che medici, infermieri e Rsa devono essere vaccinati, ci sta anche che si facciano gli over 80. Ma poi non si può continuare a scendere seguendo la fascia anagrafica”:
E gli over 70, i più a rischio di morte? Rinviati a quando? Tra vaccini e richiami non riesco a capire quando potremmo essere vaccinati se dopo gli over 80 davvero ci passassero davanti tutte le altre fasce d’età.
Attualmente Bertolaso è consulente della Lombardia per i vaccini ma ricordo che il 24 scorso scorso era uscita la seguente dichiarazione di Tajani “Serve qualcuno che coordini il piano vaccinale. Noi abbiamo proposto Guido Bertolaso” (ANSA 24 febbraio).
E allora propongo questa ulteriore riflessione Oggi giornata primaverile giornata di sole, molti senza mascherina, per lo più giovani perché tanto a loro il covid viene di solito senza gravi conseguenze. E se davvero li vaccinassimo tutti.. immagino che gli assembramenti si moltiplicheranno e mascherine. giù.
La cosa potrei anche accettarla se i vaccinati non trasmettessero il virus ma a quanto pare così non è e quindi noi esclusi dovremmo anche .subire molti che essendo stati vaccinati sentirebbero invulnerabili… mascherine abbassate e distanziamento zero.
Quante ne abbiamo dovute subire noi ultrasettantenni! .Prima i ritardi delle forniture di Pfizer e Moderna. poi il “colpo” di vedere Astrazeneca riservato solo a chi ha meno di 65 anni…,sempre un passo indietro sempre una retrocessione e adesso che si annuncia l’arrivo di 40 milioni di dosi di Pfizer (entro l’anno) ecco la proposta che ci metterebbe, di fatto, in fondo alla fila.
D’altronde qualcuno dice che in fondo noi anziani possiamo restare in casa. Scarti sociali, insomma. Ma il problema è mal posto perché ho conosciuto varie persone di altre età che , positivi al covid , non hanno avuto grosse conseguenze e sintomi lievi mentre gli ultrasettantenni se la vedono brutta.
Quindi anche se stiamo riguardati un certo rischio c’è sempre quanto meno per i contatti familiari. Allora si deve tenere conto di questo e del fatto che se ci ammaliamo andiamo probabilmente a intasare le terapie intensive.
Solo l’1,1% dei morti per covid in Italia ha meno di 50 anni come leggo sul Fatto quotidiano del 27/2 ove si dice anche che il Prof. Matteo Cesari, Geriatra all’Università Statale: ha osservato “Le statistiche dicono che la mortalità aumenta esponenzialmente dopo i 50 anni. E sullo stesso giornale leggo anche il commento critico del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta secondo cui la proposta di Bertolaso rivoluzionerebbe “priorità sanitarie ed etiche.. prima chi lavora, poi anziani e fragili”.
Commenti critici che condivido. Aggiungo che far prevalere i fattori di rischio sugli interessi economici non è solo un imperativo etico ma anche giuridico. La priorità del diritto alla vita è sancita dalla Costituzione e da molte leggi che ne derivano
Voglio sperare che il Governo non accolga questa proposta Bertolaso e non sarebbe male che il Presidente Draghi , il Ministro Speranza e per la Toscana, il Presidente Giani ci dessero delle rassicurazioni.
Il silenzio non basta. Perché ormai non ultrasettantenni siamo fragili non solo fisicamente ma anche psicologicamente. .perchè ne abbiamo viste troppe in questi ultimi mesi. Le notizie che ci arrivano dai media sono un quotidiano allarme per la crescita dei contagi e per le varianti e subito dopo annunci che le vaccinazioni vanno a rilento
Oggi in Italia tutte le categorie sociali protestano chiedono ristori e allentamento delle misure. Gli unici che stiamo in silenzio chiusi in casa e spauriti siamo noi anziani. Ma la classe politica ha il dovere di ascoltare anche chi non scende in piazza, non si agita ma ha situazioni di fragilità. Perché l’età non è una colpa. E il fattore di rischio è l’unico discrimen valido.
Gabriele Parenti

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