Pare si chiami Soro, ma è così discreto e schivo che solo pochi sanno che è il capogruppo del PD, e ancora meno sanno che lo era già nella scorsa legislatura. A quei tempi era il capogruppo del più importante partito della maggioranza, e aveva deciso che bastavano le troppe dichiarazioni dei ministri, sulle quali si chiudeva in un dignitoso riserbo, anche di fronte agli attacchi dell’opposizione. Sembra che in colloqui riservati abbia deplorato l’abitudine dei responsabili parlamentari dell’attuale maggioranza di fare continue dichiarazioni. “non è educato”-ha detto” -ne voglio parlare con Napolitano”.. Meno chiare sono le ragioni del suo riserbo adesso che gli tocca fare dell’opposizione, faccenda certo noiosa e disdicevole, ma che, visto che la segreteria è sotto congresso, forse toccherebbe a lui. Bisogna però dire che sulla linea del riserbo ha anche incassato la solidarietà dei vicecapigruppo, di cui si ignora anche il nome. Certo che, se vale l’antico adagio “il silenzio è d’oro” devono esser tutti ricchissimi.
Qualcuno dirà: ” beh, non fa dichiarazioni, non pronuncia roboanti discorsi, non minaccia sfracelli e ostruzionismi, non organizza neanche seminari, però sulla disciplina è ferreo, i deputati , anche se importanti, tremano come foglie quando il capogruppo aggrotta i sopraccigli”. INFATTI, 59 assenti alla votazione sullo scudo fiscale (in %, record di legislatura tra tutti i gruppi), che avrebbero potuto mandare sotto il governo su un provvedimento molto impopolare…. si potrebbe avere in sede di congresso l’elenco dei nomi, tanto per evitare che siano loro affidate cariche di partito?
Claudio Bellavita

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