E’ ormai evidente che l’incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, più ancora che in altri mercati, non è un risultato scontato dei comportamenti spontanei degli operatori che si trovano da un lato o dall’altro del mercato, ma è strettamente connesso con un complesso di elementi, di regole e d’istituzioni, che hanno a che fare con il modo in cui sono raccolte e smistate le informazioni, con la capacità di innescare processi di formazione e riqualificazione, con un’adeguata valutazione degli elementi qualitativi che caratterizzano la domanda di lavoro (le caratteristiche specifiche dei posti disponibili) e l’offerta (le abilità generali e specifiche dei lavoratori).
Non è un caso, perciò, che le organizzazioni non profit che federano, rappresentano o consorziano a livelli provinciali, regionali o nazionali singoli gruppi, associazioni o cooperative, si pongano il problema del modo in cui possono attivamente partecipare al processo di rinnovamento delle istituzioni del mercato del lavoro.
L’associazionismo può fare molto per rafforzare quel tessuto di reti sociali che rappresenta stimolo all’accumulazione di capitale umano. Un tessuto di reti e di relazioni è “capitale sociale” che può favorire la nascita di un ambiente economico ove si creino sinergie positive per l’insediamento di nuove imprese e per il rafforzamento di quelle esistenti, anche grazie al miglioramento delle istituzioni, alla riqualificazione della forza lavoro, al risanamento dell’ambiente sociale.
Le cooperative sociali rappresentano le strutture di “non profit” che più significativamente possono contribuire in modo diretto alla generazione di nuove opportunità occupazionali nel settore dei servizi alla persona. Lo sviluppo del “non profit” può dare un contributo ad attenuare il problema della disoccupazione. Quest’obiettivo va realizzato, però, evitando di creare scorciatoie che producono solo danni: si pensi alle incoerenze del modello dei “lavoratori socialmente utili” nel quale politiche assistenziali erano mascherate come politiche di riqualificazione urbana o dei servizi. Occorre puntare invece sulla costruzione di percorsi che siano in grado di coniugare maggiore occupazione, migliore organizzazione dei servizi alle persone e più elevata qualità della vita
Fabio Amiranda

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