L’adesione all’euro doveva essere un evento storico, di grande beneficio per la nostra economia, il nostro futuro. Qualcosa di eccezionale che il governo Prodi aveva ottenuto tramite trattative lunghe ed estenuanti perché sembrava che l’Italia non fosse accettata tra i grandi (Germania, Francia ed altri?).
Dopo qualche anno viene accettato anche un paese con un’economia molto diversa dalla nostra, come la Romania. E allora ci si chiede dove era tutto quel merito che si sono attribuiti certi governanti? Pensavamo che all’inizio ci fosse un periodo di difficile transizione, come in tutti i processi di aggregazione, ma purtroppo questo processo sta durando da anni e non se ne vede la fine. Anzi, in questo caso, il tempo che passa acuisce sempre di più il disagio.
Segno che la strada intrapresa non è quella giusta.
Abbiamo assistito ai vari dibattiti televisivi e non, dove il Presidente Prodi, dichiarava che grazie all’adesione all’euro, erano calcolati i tassi di interesse cosicché le famiglie italiane avevano potuto acquistare una casa. Grazie all’euro e alla conseguente globalizzazione avremmo avuto spazi enormi in alti mercati, dove tutte le nostre imprese, comprese quelle piccole, avrebbero esportato i propri prodotti. Grazie all’euro avremmo avuto collaborazione ed aiuti dalla UE per fronteggiare l’immigrazione clandestina, criminalità organizzata e quant’altro. Insomma un vero paradiso terrestre! Un ipotizzato sogno che sta invece trasformandosi in un piccolo inferno. Questo perché il rapporto Euro/Lira è stato affrontato con superficialità, e ne stiamo pagando le conseguenze almeno fino a quando rimarremo in Europa. L’acquisto della casa ad un valore doppio a causa dell’euro, l’inganno dei tassi bassi, che nel giro di pochissimo tempo sono lievitati, mettendo in ginocchio e alla disperazione moltissime famiglie. Invasione di tutti i tipi di merce dalla Cina senza alcun controllo, creando così le condizione per distruggere tutto i l nostro tessuto produttivo, fatto di piccole imprese, cuore ed anima e linfa del nostro Paese.
E pensare che sia il Presidente Prodi che altri hanno parlato della Cina come una grande opportunità. Ma per chi? Il risultato di tale opportunità è dato dalla quotidiana chiusura delle imprese. Stiamo viaggiando a grandi falcate verso una miseria cruda, evidente, con un aumento delle famiglie in condizioni di indigenza. Siamo arrivati al paradosso. Stipendi e pensioni fermi da anni, consumi fermi e inflazione in rialzo!
E’ difficile capire come si può vivere in un contesto dove i salari, sono ormai da fame, con un’inflazione in crescita.
Non bastava avere le carceri stracolme di delinquenti. L’adesione all’UE ci ha regalato anche il trasferimento in massa di migliaia di Rom e delinquenti dalla Romania in quanto Paese europeo. Certamente, come è a tutti tristemente noto, le carceri dei Paesi dell’Est sono molto, ma molto più dure delle nostre.
Quindi noi abbiamo ed avremmo un aumento considerevole di furti, rapine, stupri o quant’altro, tanto per quei delinquenti le nostre carceri sono considerate a livello di “pensioni tutto compreso”.
Stiamo vivendo quasi un viaggio virtuale dove il nostro Paese con la sua economia e con le sue ricchezze, grazie all’euro molto più forte del dollaro, non potrà più competere con altri mercati.
Stiamo camminando lungo un precipizio dove l’unica possibilità di salvezza è quella di tornare indietro alla nostra “lira” che aveva dato dignità a tutta la popolazione. Rimanere in Europa vuol dire benessere per pochi e disperazione per i più.
Allora perché non far decidere agli italiani se l’euro sarà la loro salvezza o la loro morte?
Come mai alcuni nostri politici, di grande levatura hanno abbandonato il Parlamento Europeo optando per quello Italiano? Forse si sono accorti che dall’Europa vengono richiesti sempre obblighi per i più e dati diritti solo a pochi (vedi le banche).
Tutti noi abbiamo creduto nell’Europa.
Non certamente questa!
Francesco Mazzeo
Segretario de “I Socialisti per le Libertà”

Ringraziamo gli eurodelinquenti che hanno assoggettato l’Europa e la stanno spolpando. M.S.