Hanno avuto la mano felice i membri del Comitato norvegese nel conferire il Nobel per la pace a tre donne, di cui due africane, tutte e tre impegnate senza risparmio per rafforzare il ruolo femminile nel mondo. Accanto a quello di altre coraggiose protagoniste, il nome di Ellen Johnson Sirleaf, presidentessa della Liberia, Leymah Gbowee, avvocato liberiana, e Tawakkul Karman, indomita attivista yemenita, d’ora in poi sarà il simbolo a caratteri d’oro della “lotta non violenta a favore della sicurezza delle donne e dei loro diritti verso una partecipazione piena al processo di costruzione della pace”. Imprigionate, sovente vessate nei loro paesi, note come “dame di ferro” e “guerriere del sesso”, le tre laureate hanno condotto lotte epiche per spezzare le catene dei pregiudizi e del rozzo maschilismo imperante in una società ottusa che provava a confinarle nei ghetti dell’arretratezza sociale e culturale. In quest’ordine d’idee il Nobel 2011 è anche una iniezione di coraggio per tutte le donne che ancora non sono riuscite a rompere il muro del silenzio e della prevaricazione.
Renzo Balmelli
www.avvenirelavoratori.eu

Lascia un commento