• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

UN PALIO QUASI DA TURISTI

La “Tratta” è uno dei momenti più attesi. Qui, sono selezionati i cavalli. Da un lotto molto più grande, sono scelti una trentina, suddivisi in quattro batterie, da dove usciranno i dieci che poi toccheranno in sorte alle contrade. Il Campo da il meglio di se.
di Enrico Martelloni

di Enrico Martelloni | 5 Luglio 2010

Finalmente sono arrivati i giorni di palio in questa tribolata estate. Le mie vacanze si dividono così: c’è sempre un posto dedicato a Siena e poi ad altri luoghi di villeggiatura. La mia contrada elettiva non è in “piazza, ma ci sono gli amici, pronti ad accoglierti. Si parla non solo di palio, tra un quartino vino, due passi in città, o fuori porta. Per questo il 28 sera ero già a casa di ritorno dal mare, pronto per ripartire il giorno dopo all’alba con mia figlia per la “Tratta”. Senza la contrada è un palio da “Turisti”, o quasi, perché la rivale in piazza c’è. Non sarà senza emozioni, quindi. Di quelli che ti permettano di fare il turista, per guardare le meraviglie che gli scorci senesi regalano a tutti quelli che hanno occhi e gamba per visitarli. Il viaggio di questa mattina, scivolo via per la strada come ormai ho fatto tante volte. Greta è attenta, percepisce l’avventura ed ama i cavalli. Un caffè, un bombolone e via al Campo, dentro la nicchia circondata dall’anello di tufo. I vigili già all’altezza della mossa spingono le persone all’interno per lasciar libera la pista. “Pronto, Giulia?…Ci sei?” “No, sono a lavoro. Dove sei?” “in Piazza” rispondo. Mi guardo attorno un po’ sconsolato, poi con un sorriso ironico ”Tra… li nemici…” “ Ah, va bhè …scostati di un poco”. La “Tratta” è uno dei momenti più attesi. Qui, sono selezionati i cavalli. Da un lotto molto più grande, sono scelti una trentina, suddivisi in quattro batterie, da dove usciranno i dieci che poi toccheranno in sorte alle contrade. Il Campo da il meglio di se. La fresca mattina estiva lascia il proscenio ad un timido caldo, mentre l’ombra del Mangia si sposta lentamente come un sestante. Le rondini fanno carambole da impazzire tra i tetti dei palazzi. Cinque o seimila persone si godono lo spettacolo. Tanti fazzoletti al collo, mischiati ai turisti. Anziani, giovani citte, signore attempate, belle ragazze: tutte a chiacchiera con gli occhi all’entrone. La prima batteria di sette vi esce poco dopo che la piazza s’è chiusa. I vigili accompagnano i barberi con i fantini del comune in groppa verso la mossa. Dai palchi ora gli sguardi si fanno più attenti su i soggetti che s’avvicinano ai canapi tesi della mossa. Poco dopo, rullo di tamburi e via! Greta si emoziona e silenziosa allena il suo sguardo nel seguire la corsa. Tutte e quattro le batterie hanno prodotto spunti interessanti, ciascuno ha segnato sul suo foglio i numeri di coscia dei cavalli alla conclusione della prova. Due batterie hanno fatto sussultare la gente, speranzosa di vedere una caduta spettacolare. Tutte le attese degli spettatori si sono manifestate come nei più classici dei copioni. Di solito i fantini trattengono gli animali e appena accennano lo slancio, ma questa volta non è stato così. Pareva quasi vero al punto che quattro dei sette barberi in lizza si sono gettati di foga verso San Martino, e due, hanno ingaggiato una vera lotta. Fino all’altezza delle comparse, erano testa, testa. Giravano fortissimo segnando il galoppo che gonfiava l’aria e il tufo dell’anello. Ma, giunti poco prima la difficile curva del Casato, i due fantini si sono strattonati finché uno ha stappato all’altro una manica del giubbino, filando via entrambi perfetti alla curva sotto l’esclamazione della folla. Fantastico. Il barbero non voleva più smettere di correre dopo il terzo giro, sfogando l’energia e il piacere di dominare la sua corsa. Una caduta drammatica al Casato ed una a San Martino hanno completato la mattinata ed aperto lunghe discussioni, poi la piazza s’è svuotata rapidamente ed il respiro sospeso della città ha ripreso regolarmente. A zonzo per Siena, con mia figlia, girelliamo oziosi. Provo a fargli vedere dal fuori il battistero senza accennare nulla della sua storia. Permetto al suo sguardo valutare quello che la circonda portandola un po’ ovunque. Sa bene dove si trova perché l’ ho portata tante volte. Sediamo vicini. Francesco ci ha dato appuntamento in piazza indipendenza ed un bambino di due anni con in mano la bandiera dell’Oca mi sorprende nel vedere manovrarla con un’abilità straordinaria; neppure fosse stata la prima cosa che ha fatto appena nato. “Oh caro, si va a pranzo con gli amici, s’aggiunge un posto per te e la bimba” mi dice salutandomi Francesco. Una tavolata straordinaria difesa dall’ombra della strada, imbandita di cose sublimi, circondata da uomini di contrada, rallegrata da canti antichi. Tra un discorso e un altro, i turisti di passaggio, richiamati dal canto nel vicolo appena decentrato. Riascolto me stesso: un anima non ignota riaffiorare sulle labbra e sulla pelle. Ho di fronte uomini segnati dal tempo e da un credo smisurato che si scioglie negli affetti dell’amicizia: Non ci lasceremo mai, pare si dicano. Neppure quando verrà il giorno; e sguardi gentili prima che severi, mi osservano di tanto in tanto per capire chi io sia. Troppo onore. Una manciata di monete raccolte al tavolo, cade nel cappello di un guitto passato a suonare il suo strumento rallegrando ancora di più la nostra colazione: la festa si riempie di voci, di rumori di strada, come fosse un’agape gioiosa. I sorrisi mettono da parte ogni riserva degli anziani. I cavalli sono assegnati, si fa finta di nulla, ancora qualche coro e ci si saluta.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti