Da molte parti si sono levate voci – prontamente smentite con un certo non celato fastidio – di possibili dimissioni del Ministro Quagliariello.
L’intesa Renzi-Berlusconi (e poi Alfano, che ha firmato l’Italicum), al di là delle valutazioni che singolarmente ogni cittadino-elettore può e potrà fare, hanno indubbiamente prodotto un risultato evidente a tutti: l’inutilità del Ministero delle Riforme.
Infatti, se l’accordo politico sulle riforme istituzionali è transitato per le stanze del Nazzareno, l’iter legislativo sarà di spettanza esclusiva del Parlamento. E il Ministero delle Riforme che doveva coordinare, soprattutto in materia di riforma della legge elettorale? E la commissione dei “saggi”? Quando la politica ha l’ardire di decidere, di accordarsi, di battere un colpo, ogni orpello, ogni salamelecco – anche il più autorevole e mosso da buone intenzioni – appare antistorico, grottesco oltre che inopportuno.
Da molte parti si sono levate voci – prontamente smentite con un certo non celato fastidio – di possibili dimissioni del Ministro Quagliariello: colui che, a termini di legge, avrebbe dovuto condurre il valzer delle riforme elettorali e istituzioni e che ora, dopo il fatidico sì di Berlusconi a Renzi (o di Renzi a Berlusconi – la storia dirà chi è davvero il sedotto), rischia di essere il primo Ministro senza portafoglio e senza funzione.
Consenta, signor Ministro, prima che sia l’universo mondo a chiederle un passo indietro, faccia valere il buon senso: rassegni le dimissioni per semplice inutilità del ruolo. Auguri!


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