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Ucraina: tragedia sul proscenio del Mondo

” Anche la bestia più feroce conosce un minimo di pietà. Ma io non ne conosco perché non sono una bestia.” (Riccardo III, Shakespeare). di Enrico Martelloni

di Enrico Martelloni | 13 Marzo 2022

Un missile pochi giorni prima che colpisse  a Mariupol  l’ospedale pediatrico, era stato intercettato in cielo quando stava per cadere su di uno spedale per bambini onco vicino a Vishneve, nei pressi di Kyiv.

Un momento di pausa mi coglie prima di andare oltre. Oltre non so dove. E brancola il mio scrivere con un intercedere zoppo, goffo, nel dolore altrui che Immagino attonito, vedendomi così ridicolo: non c’è una scusa sufficiente, un’espressione perfetta che, come un frutto maturo, si possa cogliere dall’albero e porlo con mani monde da colpe a coloro che hanno ricevuto una tale offesa, che possa compensare la strage di un ospedale pediatrico, o il solo dirotto pianto di chi vede morire i figli.

Quale giustificazione, o verità si può addurre a una tale violenza cresciuta esponenzialmente in più di venti  crimini che Putin ha compiuto dentro e fuori dal suo paese. Dalla distruzione di Groznyj, alle centinaia di omicidi di giornalisti e oppositori come Litvinenko e la scrittrice e giornalista Politkovskaja, da Berezovskij a Nemtsov. Da Dubrovka a Beslan, dal Kursk al Taiga, dalla Georgia all’Ucraina.

I crimini di Putin sono i crimini della Russia post sovietica. Tra questi la nascita del fondamentalismo islamico di Kadyrov in Cecenia, quinta colonna di Putin e fucina di ISIS. L’omicidio di Dudayev segnò la fine della Cecenia laica, che finalmente il colonnello stava rendendo libera dal giogo russo.

Le conseguenze di questa tragedia composta da più atti, dovranno far riflettere su quello che deve essere l’Europa e a quali rischi stiamo sottoponendo la civiltà. La Russia ha messo se stessa davanti al baratro osando un passo inaccettabile.

Siamo all’ epilogo? Siamo alla fine di una Tragedia, o solo di uno dei suoi atti, posto che sia questo il proscenio dove il compimento della strage in Ucraina per l’assoluta crudeltà di un despota, debba finire con la sua fine e il dissolvimento di un impero che, solo l’ incubo della civiltà ancora mantiene in vita. Il mostro, cioè, che Goya dipinse come monito al mondo.

” posso sorridere e uccidere mentre sorrido”. (Duca di Gloucester)

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Editoriale, MaidanTag: epilogo, espressione, europa, incubo, mondo, putin

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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