L’aggravarsi della crisi climatica è l’occasione per varare un New Deal a livello globale che, insieme alla riforma della finanza, è in grado di farci uscire definitivamente dalla crisi.

La crisi economica e finanziaria, quella energetica e quella climatica, sono tre crisi globali che vanno affrontate contestualmente perché interdipendenti tra loro.
L’emergenza climatica ci costringe a rivedere il modello di sviluppo, non come dicono alcuni, per la decrescita, ma per accelerare la terza rivoluzione industriale. Quest’ultima riguarda tutti i settori dell’economia e comporta programmi di riconversione con la messa in campo di ingenti investimenti. L’aggravarsi della crisi climatica è quindi l’occasione per varare un New Deal a livello globale che, insieme alla riforma della finanza, è in grado di farci uscire definitivamente dalla crisi. Siamo di fronte ad un nuovo ciclo di sviluppo, come accadde con l’invenzione della macchina a vapore e poi con il petrolio e il motore a scoppio. Abbiamo di fronte a noi l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo con l’uso di energie alternative e rinnovabili e con la grande sfida dell’efficienza energetica. I governi, ad oggi, hanno trascurato questo tema e lo abbiamo fatto anche noi. Pertanto nel prossimo anno la nostra attenzione si concentrerà anche su questo sperando che i governi sapranno finalmente cogliere questa grande opportunità. È con questo auspicio che vi faccio i migliori auguri per il 2014 con un abbraccio a tutti.
Ormai è luogo comune
dire che non c’è più autunno e primavera
come se questo fosse poca cosa.
L’affermazione è corretta e in parte vera
ma fare a meno di autunno e primavera
significa un passaggio repentino
dal caldo al freddo e dal freddo al caldo
senza la gradualità delle stagioni
che sono necessarie per la vita.
Troppa lentezza nel prendere coscienza
di fenomeni estremi e di tragedie.
Forza dei venti tifoni in forte aumento
e bolle d’acqua che piombano dal cielo
picchi di caldo e poi picchi di freddo
e sempre più raccolti devastati.
Tutto ciò che si rinnova sulla terra
è qualche anno che non basta più
e a settembre è già tutto finito
di ciò che occorre ogni anno a noi.
Si intaccano riserve accantonate
per far fronte ad eventi non previsti.
C’è troppa indifferenza sul problema
tacciono i media tacciono i governi
come se fosse un fatto secondario
o esternazioni di un qualche visionario
o di gufi che portano sfortuna.
La gente parla con troppa leggerezza
come una cosa che non può cambiare
eventi che non puoi modificare.
Si fanno conferenze inconcludenti
si prende atto di tutti i fallimenti
e di obiettivi che vengono mancati
e intanto cambia la febbre del pianeta.
Stiamo parlando dell’unico pianeta
di cui non siamo padroni o proprietari
ma solo ospiti solo affittuari
tenuti a rispettare chi subentra
di altre generazioni dopo noi.
Il giorno dello sfratto sta arrivando
e non ci sono proroghe o rinvii
nessun governo te li può garantire.
Nessun paese può dirsi a riparo
non ci sono confini né armamenti
che possono bloccarlo in qualche modo
è un problema globale che non distingue
chi ha fatto bene da chi ha fatto male
né classi sociali né confini
di fronte a questo siamo tutti uguali.
È una crisi globale da affrontare
e c’è un’unica casa da salvare
e tutto questo si può ancora fare.

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