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Tutti a stracciarsi le vesti nell’interesse del bambino. Ma i bambini hanno forse voce in capitolo?

di Carla Ceretelli | 14 Febbraio 2016
Sono anni che si accapigliano ferocemente su stepchild adoption , uteri in affitto, unioni civili , matrimoni gay , ma della cosa più  urgente da fare , di  una  riforma radicale profonda e soprattutto onesta  delle procedure per le adozioni in Italia , nessuno parla , eppure siamo forse l’unico paese al mondo in cui il business delle case famiglia prevale sempre sugli interessi dei bambini. Ma non e’ l’interesse dei bambini la priorita’ di ogni legge sull’adozione ? Tutti i leader politici si riempiono  la bocca di bellissime parole e promesse, ma tutto rimane sempre come prima , adottare un bambino  risulta ancora  estremamente difficile. E anche l’età massima dei probabili genitori dovrebbe essere rivista. Oggi anche due genitori cinquantenni , se in buona salute, e di ammalarsi in seguito può capitare a tutti, sono in grado di  adottare un neonato e crescerlo nel migliore dei modi. Perchè uno dei parametri importanti è proprio quello di accogliere  un piccolo essere che non ha subito traumi a livello sociale e ambientale. Inutile trattenerlo in istituti.. per quanto è umanamente possibile. Ma il  business miliardario  la fa da padrone.
Ma davvero è necessario  tutto questo strepitio di galli pollastri e pollastrelle su qualcosa che già esiste legalmente? Insomma in Italia è prevista l’adozione da parte di tutti perfino delle coppie omosex.. ma è, come tutte le leggi italiane, talmente nebulosa e di non facile o dubbia interpretazione che se ne fa una questione di stato. Per poi scoprire che più o meno tutti intendono la stessa cosa. Nell’interesse del bambino naturalmente.
Tempo fa esternai il mio parere  scrivendo troppo rumore per pochi. Sì, lo sappiamo, anche le minoranze devono avere i loro sacrosanti diritti. Non ce lo ripetiamo più a dio piacendo. E noi siamo civili, noi occidentali, anche se non si sa ancora per quanto,  non come altri popoli di altre culture  oggi tutelati proprio dai cosiddetti progressisti che danno  origine allo scempio più paradossale vicino all’ossimoro Noi, dicevo, non abbiamo dubbi sul tema delle unioni appunto civili. Dunque pensioni accessi agli ospedali eredità. Ma i bambini no, perdinci. Quello non riguarda proprio quel tema lì. Per quanto connesse ad espressioni e derivazioni della sessualità, non sono espressioni dirette della libertà individuale relativa.
Ma si evita accuratamente di rispondere,  in mezzo al gran parlare  che si fa sulle cosiddette “unioni civili” tra omosessuali,  proprio in merito   alla differenza con la  facoltà di essere  “civilmente uniti per adottare minori”.  E questo è assolutamente rilevante.  Chi sceglie un proprio comportamento sessuale alternativo  legittimamente e  liberamente,  rinuncia al ruolo di genitore. E  tutto ciò svincolato da qualsivoglia  invasiva azione clericale.
Questo scontro fra vescovi e governo dimostra troppe cose anche per chi come noi  ritiene di essere tollerante e rispettare tutte le posizioni e i ruoli. Appunto, che  ciascuno esprima civilmente e liberamente  le proprie posizioni,   faccia la propria parte ed eserciti il proprio ruolo senza interferenze.
Come lo stesso Matteo ha sottolineato “Il voto segreto sulle unioni civili lo decide il parlamento, lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei”.
Naturalmente il voto a favore o contrario è altra cosa.
Quanto all’adozione del figliastro, già in atto  dato che la  permette  anche  per le coppie gay, di che si sta parlando… c’è un vecchio proverbio che recita, chi troppo vuole nulla stringe..
Chi si oppone alla legge dice invece che la sua approvazione farebbe dilagare il ricorso alla gestazione per altri,  la cosiddetta maternità surrogata con relativo utero in affitto e ricorso senza remore alla banca del seme.
Situazioni che anche in una coppia etero avrebbero  implicazioni  emotive emozionali e psicologiche  non indifferenti. E  in momenti di stress di tensione sulle scelte da fare o sul comportamenti dei figli, che capitano in tutte le famiglie, …. mio figlio tuo figlio. Non  nostro figlio, come  nell’adozione in cui i coniugi sono consenzienti e paritetici e non devono rinfacciarsi nulla. Chi è genitore lo sa.
La differenza, pare,  è che la legge Cirinnà renderebbe il processo più semplice e rapido.
Ci asteniamo da commenti in proposito anche perchè non servirebbero a nulla.
Note a margine
Vivendo in crassa ignoranza su scienza e tecnica sento solo che stanno arrivando e siamo immersi  nelle onde gravitazionali, rassicuranti.
Speriamo ci facciano rinsavire..
Non chiedetemi del festivàl perchè sono fra quel duepercento che non l’ha guardato ma solo sbirciato….

e vesti nell’interesse del bambino.

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bagnasco, bambino, figlio, genitori, governo, italia, merito, mondo, parlamento, pensioni, processo

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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