Una legge che tutti, a destra e a sinistra, hanno cercato, di volta in volta, di utilizzare a proprio vantaggio. Gino Di Maro, uno dei principali fautori del ricorso contro la legge, da atto a Pensalibero dell’informazione sulla iniziativa. La sentenza della Cassazione.

Come scrive il Nuovo Avanti, “la Corte di Cassazione, Sez. I Civile, ha fatto proprie le censure di costituzionalità di 27 cittadini elettori, patrocinati dagli avvocati Bozzi e Tani, in un giudizio che prendeva le mosse dalle sentenze n. 15 e 16 del 2008 della Corte Costituzionale, dove le censure erano già state sollevate dall’Avv.Felice Besostri nel febbraio del 2008.
L’avv. Besostri, socialista e già componente della commisione affari costituzionali del Senato, è lo stesso che ha discusso il ricorso davanti alla Cassazione lo scorso 21 Marzo. “Si sarebbe potuti arrivare prima a questo traguardo – ha sottolineato Besostri – se i giudici amministrativi avessero rimesso alla Corte nei ricorsi contro le elezioni del 2008 e se il Tribunale e la Corte d’Appello di Milano non si fossero, illegittimamente, sostituiti alla Corte Costituzionale”.
Probabilmente la Corte Costituzionale non farà in tempo a pronunciarsi. Il parlamento, questa volta, riformerà davvero il “porcellum”. Altrimenti correrebbe il rischio di restare prigioniero di una situazione insostenibile: non potere tornare alle urne con una legge sulla quale ormai gravano troppe ombre. Ed è perciò ancora più intollerabile quanto successo in tutti questi anni. Una legge palesemente obbrobriosa che tutti, a destra e a sinistra, hanno cercato, di volta in volta, di utilizzare a proprio vantaggio. Basti pensare a due circostanze. La prima, il silenzio di quasi tutta la stampa (non di Pensalibero) sul ricorso dei 27 cittadini elettori, per oltre 5 anni. La seconda, la sovrapponibilità (sono pressoché uguali) della legge approvata dal centrodestra per le elezioni nazionali, nel 2005, con quella approvata da centrosinistra e centrodestra in Toscana per le elezioni regionali. Se di porcata si tratta, quasi nessuno ha mai detto o scritto che è una porcata elevata al quadrato.
Pubblichiamo di seguito la nota di Gino Di Maro, uno dei principali esponenti dei 27 cittadini elettori, che da atto a Pensalibero di non avere mai taciuto sulle mostruosità del “porcellum” e sulla iniziativa giudiziaria che ha portato alla recente decisione della Cassazione di rimettere la questione alla Corte Costituzionale.
L’incostituzionale “porcellum”: luci ed ombre sulla battaglia più solitaria della storia della Repubblica
Quale componente dei 27 Descamisados Montoneros, cittadini che hanno proposto in assoluta solitudine l’incostituzionalità della legge elettorale detta PORCELLUM, Vi rendo noto che la stessa, dopo una lunga, inspiegabile, discutibile (dal punto di vista giuridico) e tormentata vicenda giudiziaria, è stata rimessa alla CORTE COSTITUZIONALE la quale dovrà stabilire se è incostituzionale su più punti.
A cominciare dal fatto che il cittadino non può scegliere il proprio Parlamentare, ma deve votare a liste bloccate. Dunque il Parlamentare non è più un eletto del Popolo, ma un nominato.
Denuncio è stata combattuta, Costituzione alla mano, in quasi 5 anni in cui c’è stata una CONGIURA DEL SILENZIO della stampa (TUTTA e mi è caro e doveroso evidenziare l’eccezione del giornale on-line www.pensalibero.it e chiedo scusa se al momento non ricordo altro), intellettuali, giuristi di destra come di SINISTRA, ma soprattutto di tutte le forze politiche che a CHIACCHIERE dicevano di volere la riforma elettorale.
Denuncio pure che il PRESIDENTE NAPOLITANO sul punto si è guardato bene dal fare un MESSAGGIO FORMALE ALLE CAMERE.
Denuncio infine che in primo grado (Tribunale di Milano) ed in secondo grado (Corte d’appello di Milano) la richiesta era stata disattesa con provvedimenti veramente discutibile e che OGGI sono stati sconfessati clamorosamente dalla SUPREMA CORTE.
Vi allego la sentenza e questo articolo di Repubblica:
>> Fare click qui per scaricare la sentenza
Gino Di Maro
Leggi anche: http://www.pensalibero.it/2013/02/e-ce-anche-chi-impugna-la-carta-bollata/

Mi domando (stupidamente) se tutti gli attori in causa, si rendono minimamente conto di aver rubato a questo popolo 7 anni di futuro. Oggi, che deve fare il popolo, ripagare 7 anni di danni subiti da una falsa democrazia che gli stà togliendo la dignità di chiamarsi popolo, e quella di mantenere dignitosamente la propria famiglia. Ma che altro gli lasciamo poter fare, Loro, i nostri nominati sono in pensione, noi siamo esodati…… Chiedo scusa alle generazioni che ci hanno preceduto, non ci meritavamo tutto i sacrifici che hanno fatto per noi.
Due punti da richiamare alla memoria di chi riesce ancora a pensare con la propria testa :
il primo riguarda la paternità della legge ,nata dalle fervide menti dei ” parlamentari” regionali toscani , ed acclamata e difesa subito sulla stampa da tal Riccardo Nencini ( portavoce del reggente PD ,ed oggi sedicente reggente del ” PSI “),votata ed approvata velocemente insieme con l’aumento del numero delle poltrone (al punto da dover modificare gli arredi dell’ aula consiliare) ;
l’ altro punto riguarda una banale considerazione ,semplice ma sottratta decisamente all’attenzione : cosa c’ entra il porcellum ( la lista di nomi bloccata ,già scritta ) con il previsto voto ” personale…libero e segreto”(art. 48 di quella Costituzione spesso sventolata da magistrati impegnati )?