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Tempo scaduto?

di Mauro Vaiani | 15 Aprile 2012

Per mantenere la promessa di una riforma elettorale toscana, fondata su collegi uninominali, sulle primarie, c’è rimasto poco tempo.

Dobbiamo insistere, insistere, insistere, perché, fra tante parole che si sentono dire in questi giorni drammatici, la riforma toscana può diventare una realtà concreta qui, ora, con l’impegno dei nostri consiglieri regionali, in poche settimane.

Lo diciamo con rispetto e con speranza al governatore Enrico Rossi, che lancia dal suo nuovo e interessante blog un appello per una riforma della politica subito, una terza impegnativa iniziativa, da parte sua, dopo le sue due precedenti promesse: ha promesso la riforma elettorale toscana e ha promesso che la riforma toscana si farà prima di quella nazionale.

Lo ricordiamo, con umiltà, ma anche con testardaggine, a tutti i leader del Consiglio regionale toscano, soprattutto a quelli che si sono già sbilanciati in favore dei collegi uninominali, delle primarie, di un compromesso ispirato al modello elettorale tedesco.

Il popolo sa bene perché i collegi uninominali e le primarie sono preferibili ai grandi collegi e alle preferenze. Con le preferenze vengono elette, con poche migliaia di voti, persone che rappresentano minoranze e fazioni, in un clima in cui ineluttabilmente si oscilla fra la compravendita dei voti e la  guerra di tutti contro tutti. Nei collegi uninominali e attraverso le primarie, invece, in ciascun partito emergono dei leader locali capaci di unire, di prendere il voto di maggioranze di decine di migliaia di voti, di rappresentare in modo rispettoso di tutte le parti gli interessi del proprio territorio.

Facciamo presto, facciamo presto, facciamo presto.

Lasciamoci alle spalle le lunghe liste bloccate, che finiscono per far eleggere velini e veline, faccendieri e familiari, portaborse e furbetti, autisti e tesorieri. Lo sapevamo già, sin dai tempi della legge Acerbo del 1923, che erano il peggior sistema possibile in Italia e anche in Toscana. La realtà, però, si incarica, quotidinamente, di superare persino la più pessimistica delle immaginazioni.

Pubblicato in : Primo piano

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