“Non mi spaventa un partito unitario ma voglio sapere se li’ ci sara’ uno spazio per la destra”. Questo il passaggio cruciale dell’intervento di Francesco Storace all’assemblea nazionale di AN, con il quale l’ex ministro della sanità ha sancito il distacco dalla svolta di Fini, condivisa da tutto il gruppo dirigente, che ha posto le premesse per la creazione di un grande partito della destra italiana aderente al PPE.
Un dissenso netto, quasi a confermare la previsione fatta da Fini in sede di replica: “Stavolta- aveva detto- sara’ piu’ difficile di Fiuggi: quella e’ stata una pagina importantissima ma avevamo il vento in poppa. Oggi invece la strada e’ piu’ impervia”. Poi, a sottolineare la speculaità con quanto avviene sul fronte politico opposto: “E’ evidente che se nasce il Partito democratico il processo di formazione del partito unico della Cdl avra’ un’accelerazione e io voglio che An si metta alla guida di questa fase politica”.
Francesco Storace non ha partecipato al voto del documento proposto dal presidente di An ed ha preannunciato una risposta precisa e collettiva a Fiuggi sabato e domenica prossima’, alla convention nazionale dell’associazione ‘D-Destra’ da lui promossa convocata per il prossimo fine settimana al Pala Terme.
La fronda di Storace non è imprevista, dato il rapporto di amore-odio che da anni caratterizza il suo rapporto con Fini. In ogni caso, anche a non dar credito ai sospetti che insinuano il classico “gioco delle parti”, nessuno crede che Storace voglia spingere il suo dissenso al di fuori dei confini del partito. Dove, tra l’altro, lo spazio è già occupato da Alessandra Mussolini i cui rapporti con l’ex governatore del Lazio sono tutt’altro che idilliaci.

Lascia un commento