Lo slancio e l’impegno che un po’ tutti mettono in questa campagna elettorale nazionale non traggano in inganno. Si guardi piuttosto a ciò che sta accadendo nei comuni e nelle province dove si rinnovano le amministrazioni e dove si registrano già gravi fratture nei partiti. A urne chiuse e a voti contati, si ballerà a destra e a sinistra per le immancabili rese dei conti intestine.
E non soltanto tra gli sconfitti. Se non vincerà in modo netto, alla Camera come al Senato, per Berlusconi comincerà il calvario: dovrà spiegare perché ha rifiutato l’alleanza con l’UDC di Casini e, soprattutto, dovrà fronteggiare le aspirazioni alla sua successione di Fini. E non dormirà sogni tranquilli nemmeno in caso di vittoria. Grave situazione del Paese a parte, Berlusconi dovrà lo stesso guardarsi dalla competizione fra ex Forza Italia ed ex AN cui si aggiungeranno le spinte contrapposte della Lega Nord e di quella sorta di Lega sud messa in piedi, in tutta fretta, dal futuro presidente della Sicilia Raffaele Lombardo.
Le avvisaglie di ciò che accadrà sono accuratamente taciute dalla grande stampa, ma i segnali sono inequivocabili e, al momento riguardano soprattutto il PD e il PS.
In Toscana, da sempre serbatoio di voti del PCI, del PDS e poi dei DS, accade, per esempio, che il PD si presenti alle elezioni comunali e provinciali di Massa con due candidati per entrambi gli enti: i due ufficiali ai quali se ne contrappongono altri due appoggiati da liste civiche e dalla sinistra arcobaleno. La divisione riguarda anche il PS: la federazione provinciale, assieme all’IDV di Di Pietro, appoggia i candidati ufficiali del PD; ma un’altra parte dei socialisti, soprattutto quelli entrati nel partito assieme a Valdo Spini, ha scelto di sostenere i candidati ribelli del PD.
In Sicilia, il PS si è diviso tra sostenitori di Anna Finocchiaro e fautori della presidenza di Raffaele Lombardo.
Secondo De Michelis, che è capolista alla Camera in ‘Sicilia 1’ e ‘Sicilia 2’, questa decisione “ha una spiegazione perché il Partito socialista che si presenta alla Camera è un partito nuovo” e “le elezioni hanno sorpreso questo partito nuovo a metà del guado”.
Ma è difficile credere che si tratti solo di fatti contingenti come sembra suggerire De Michelis. La situazione determinatasi nel PD a Massa ha già messo in allarme il PD in Toscana e si teme che lo scenario possa ripetersi l’anno prossimo quando si voterà per il rinnovo di molte amministrazioni locali. Soprattutto a Firenze, al momento, ci sono divisioni molto acute per individuare il candidato alla successione di Domenici. Mentre per quanto riguarda il PS, la preoccupazione dei vertici regionali e provinciali del partito è quella di scongiurare, a livello regionale, quanto avvenuto su scala nazionale con il rifiuto all’apparentamento per la Camera e per il Senato.
P.

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