I ballottaggi hanno reso ancora più evidente quello che si era capito fino dal primo turno. Il sistema e l’equilibrio di interessi che qualcuno, impropriamente, aveva voluto chiamare seconda repubblica, è franato. Fragorosamente, sotto l’effetto valanga delle schede depositate nelle urne.
Ed è franato nella maniera peggiore, perché la pagina del domani è ancora tutta da scrivere ed il copione al momento non c’è.
Napoli e Milano, infatti, sono andate entrambe al centrosinistra, ma sono casi diversi, dal significato non univoco. Milano potrebbe suggerire una via credibile anche per una operazione su scala nazionale. Se fosse stato il modello unico proposto dai risultati del voto. Perché Napoli, al contrario, non appare esportabile su scala nazionale. O dobbiamo credere che PD, UDC, FLI, Socialisti, Radicali siano disponibili a marciare sotto le insegne degli interpreti più beceri del populismo?
Dunque, entrambi i perni del sistema, PDL e PD hanno grossi motivi per temere circa il loro futuro.
Si aggiunga l’altissimo numero dei non votanti e delle schede bianche e nulle: la stanchezza e la presa di distanza dagli attuali partiti coinvolge pressoché tutti gli elettori anche se si manifesta in modi diversi.
Non saremo certamente noi a dolercene. La frana della seconda repubblica è un fatto positivo. Ma ora gli stessi colpevoli della delusione e delle condizioni del Paese, già lo vediamo, reciteranno frettolosi atti di contrizione e torneranno a proporsi come via di uscita alla crisi.
Questo è il pericolo da scongiurare. Nel Paese del trasformismo permanente, non possono essere i più abili a praticarlo i beneficiari di questo voto che chiarissimamente significa rifiuto in blocco di questa classe politica.
Tra Pisapia e De Magistris ci sono differenze abissali, così come ce ne erano, nel centrodestra, tra Bossi e Fini o Casini o gli esponenti di cultura liberale o socialista del PDL.
Ora, per uscire dal cul de sac di questa crisi, accrocchi elettorali contraddittori, buoni per vincere le elezioni ma non per governare, non sono più consentiti.
Soprattutto è indispensabile il ritorno della politica, la grande assente di questi anni oscuri e improduttivi per il progresso del Paese ed anche la nascita di soggetti politici non compromessi con l’esperienza degli ultimi venti anni.
P.
SOTTO I BALLOTTAGGI FRANA L’INTERA “SECONDA REPUBBLICA”
Ma la pagina del domani è ancora tutta da scrivere ed il copione al momento non c’è. Ora, per uscire dal cul de sac di questa crisi, accrocchi elettorali contraddittori, buoni per vincere le elezioni ma non per governare, non sono più consentiti. Soprattutto è indispensabile il ritorno della politica, la grande assente di questi anni oscuri e improduttivi. (P.)

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