• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Società giovanili finite prima di nascere

di Silla Cellino | 25 Giugno 2012

Non sono passati nemmeno sei mesi da quando furono istituite le srl semplificate, riservate ai giovani che volessero intraprendere un‘attività, che già sono state cancellate. 

Ora abbiamo anche un governo che censura i suoi stessi provvedimenti. Censura è troppo forte? Diciamo ripensa. Sì perché non sono passati nemmeno sei mesi da quando furono istituite le srl semplificate, riservate ai giovani che volessero intraprendere un‘attività, che già sono state cancellate. Anche cancellate è troppo forte? Diciamo trasformate. Ma trasformate in modo che l’opzione giovanile ormai resta un surplus e serve solo ad accontentare la piazza, se si accontenta.

Andiamo con ordine e raccontiamo le cose. Il 24 gennaio di quest’anno il governo varò un decreto legge, poi convertito in legge, con modificazioni, il successivo 24 marzo. Si trattava del cosiddetto decreto liberalizzazioni che, tra tanti altri provvedimenti di vario spessore, istituiva le cosiddette società a responsabilità limitata semplificate, destinate ai giovani di età non superiore ai 35 anni, che dovevano formare la maggioranza della compagine sociale, con capitale sociale non inferiore ad un euro e quindi meramente simbolico; semplificate perché veniva prevista l’eliminazione delle costose procedure in fase di costituzione, nonché la riduzione di tanti balzelli sempre nella medesima fase, ivi compresi gli onorari notarili. In sede di conversione furono effettuati alcuni aggiustamenti che da una parte accentuavano il carattere giovanilistico, poiché non venivano ammessi comunque soci, sia pur minoritari, o amministratori di età superiore ai 35 anni; dall’altra recuperavano una maggior garanzia pubblicistica con l’obbligo della costituzione presso un notaio, sia pure in esenzione di onorari.

Piccolo particolare: ho sempre pensato – ma il mio è un trascurabile parere – che questa festa giovanilistica fosse un tantino non corretta dal punto di vista costituzionale, giacché si veniva a negare ad una categoria di persone la possibilità di accedere ad un istituto previsto dal codice civile non per mancanza del presupposto di merito, ma semplicemente per una questione anagrafica. Ma andiamo avanti. Il nuovo tipo di società non era ancora operativo, poiché il via era stato previsto dopo l’emanazione entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di un decreto interministeriale contenente un modello standard di atto costitutivo e l’individuazione dei criteri di accertamento delle qualità soggettive dei soci, leggi l’età.

Detto termine di sessanta giorni è stato, quasi, rispettato ed il regolamento è andato all’esame del Consiglio di Stato che ha fornito il suo parere nell’adunanza del 7 giugno, pubblicandolo il successivo giorno 18. Senonché un nuovo decreto programmatico, sotto la denominazione di “decreto crescita” che il governo ha varato il giorno 15 e che si appresta ad essere pubblicato in Gazzetta, riscrive quasi per intero la novella rimettendo in gioco gli over 35 senza limitazioni e mantenendo un trattamento differenziato a seconda dell’età solo in relazione ad alcune spese di costituzione, ma non per quelle di gestione. Nella relazione illustrativa del provvedimento non si dà una giustificazione né di maggior regolarità né di merito, ma si dice unicamente che la proposta emendativa contribuisce a migliorare la posizione italiana nella classifica del Doing Business, ai cui effetti la rimozione del vincolo anagrafico consentirebbe di uniformarsi al benchmark dei nostri competitors UE [sic], garantendo un avanzamento di ben sei posti nella classifica generale.

Anche questo è un altro bel modo di lavorare. Non trovate?

Pubblicato in : Editoriale

Info Silla Cellino

Silla Cellino. Ha smesso di occuparsi di politica attiva dai primi anni 80 e da allora si è dedicato principalmente alla sua professione di consulente del lavoro. Prima però, fin da giovanissimo, si era impegnato molto, come vicesegretario nazionale dei giovani socialisti e poi come membro del comitato centrale del psi. Acqua passata, ma resta la curiosità per interessarsene quanto basta. E’ in rete anche su http://ionis56.blogspot.com

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Silla Cellino

    28 Giugno 2012 alle 00:08

    Ormai il modo migliore per rimediare a un pasticcio è pasticciare di più. Ora il decreto in questione è uscito in Gazzetta e ci possiamo accorgere che tutto è cambiato ancora una volta. Poiché l’andamento della questione ha risvolti più tecnici che politici non mi sembra il caso di insistere in questa sede, però se qualcuno è curioso ne ho trattato il lato, più umoristico che tecnico, sul mio blog, http://ionis56.blogspot.com

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti