L’Assemblea nazionale dei Laici, Liberali e Socialisti, è stata convocata per il prossimo 1° marzo a Firenze.
Sono molto spiacente del fatto che non potrò essere presente. Non si tratta di diserzione: il giorno precedente, venerdì 29 febbraio presenterò a Messina il mio libro su «Croce e Salvemini» (allego, per conoscenza, l’invito in formato PDF), ed il 1° marzo avrò ancora alcuni adempimenti di carattere organizzativo da assolvere.
Tuttavia, la mia mancata partecipazione “fisica” non sarà per Voi una gran perdita. Perché il 1° marzo è bene siano presenti soprattutto persone con buon intuito politico ed esperienza di campagne elettorali. Io mi
occupo di teoria politica, seguo le vicende politiche, ma non sono “un politico”: non sono mai stato candidato in consultazioni elettorali a qualsiasi livello di rappresentanza, né, alla mia età, ho aspirazioni politiche.
Quindi l’apporto che potevo dare, l’ho già dato scrivendo qualche articolo di commento dell’attualità politica. Oltre questo, il mio “peso elettorale” è pari ad un voto: il mio.
Mi preme soltanto evidenziare che c’è il concreto rischio che le liste dei Socialisti (Boselli, De Michelis, Angius, Craxi, eccetera) non riescano a superare la soglia di sbarramento del 4 %. Mettere insieme circa
1.500.000 voti è impresa ardua. Un insuccesso dei Socialisti rafforzerebbe la tendenza alla semplificazione del sistema politico intorno ai due partiti maggiori (PdL e PD), con ulteriore mortificazione della opinione
pubblica di ispirazione laica.
Se l’Assemblea di Firenze vuole dispiegare effetti anche nell’immediato, forse la cosa migliore da fare sarebbe quella di aprire una trattativa (da esaurire in tempi rapidissimi) con i rappresentanti ufficiali della Costituente socialista, affinché aprano le loro liste all’area politico-culturale rappresentata da
“Pensa Libero” e, più in generale, ai tanti liberali e repubblicani italiani che non vogliono votare né
per il PD. né per il PdL. Ciò presupporrebbe, da parte dei Socialisti ufficiali, l’umiltà (o, semplicemente, la sapienza tattica) di correggere un minimo la propria linea politica: fermo restando che i Socialisti sono altra
cosa, rispetto ai Liberali ed ai Repubblicani, conviene a tutti in questo momento trovare un’intesa ed unire le forze per ottenere una rappresentanza elettorale (anche in vista di prossime scadenze, come le elezioni europee).Quindi, le eventuali liste comuni non dovrebbero avere una caratterizzazione di “Centro-Sinistra”, ma dovrebbero ospitare sia i Socialisti che sono di centro-sinistra”, sia Liberali e Repubblicani ichiaratamente su posizioni “terziste”. Poiché i tempi sono ristrettissimi, se si vuole fare questo, sarebbe opportuno che le trattative fossero avviate subito (chi, meglio di Nicola Cariglia, potrebbe farlo?), e che
l’Assemblea dell’1 marzo servisse a comunicare al Paese un’intesa già definita.
Grazie per l’attenzione. Sinceri auguri di buon lavoro
Livio Ghersi

Intanto si stanno chiarendo un po’ di posizioni: il PRI andrà dentro al PDL, il MRE dentro al PD(e forse si scioglierà li’ dentro..) e i Radicali dentro al PD. Tra i partiti storici dell’area laica, liberale e socialista restano PS, PLI e PSDI: che vogliono fare? O vogliamo correre il rischio che sulla scheda elettorale non vi sia nemmeno una lista laica, liberale e socialista?
Io sono fermamente convinto che la vera battaglia di queste elezioni sia quello nei confronti del progetto bipartitico PD-PDL(infatti avete mai sentito la DC o il PCI invitare a votare il proprio partito o quello avversario?..). Oggi a contrastare veramente questo progetto ci sono i democristiani che si andranno a riunire attorno all’UDC(e credo che avranno un successo elettorale perchè c’è molta voglia di DC in giro dopo i fallimenti della seconda repubblica..). Per i laici, i liberali e i socialisti la battaglia è duplice: è anche una battaglia di sopravvivenza per non essere schiacciati dopo le elezioni da PD e PDL viste le esigue forze di cui disponiamo. Che fare? La logica prima di tutto direbbe di unirsi in un’unica lista laica, liberale e socialista., in seguito visto la legge elettorale di coalizzarsi con l’UDC(unico modo per aggirare il 4% alla Camera, al Senato converrebbe presentarsi solo in alcune regioni tipo Campania, Calabria, Puglia e Sicilia e nelle altre lasciare solo la lista UDC con magari qualche proprio candidato all’interno..). I migliori anni della nostra repubblica sono poi legati proprio all’incontro tra la cultura cattolica liberale e democratica, quella laica liberale e repubblicana e quella riformista socialista e socialdemocratica. Essere alleati in due liste distinte con l’obiettivo di far fallire il progetto bipartitico e di ridare all’Italia una repubblica veramente parlamentare e rappresentativa credo che già solo questo varrebbe una campagna elettorale. Inoltre credo che sarebbe facile stilare un programma comune in 10 punti su politica estera,economia, welfare, giustizia, infrastrutture ed energia. Sulla laicità ed i diritti civili ognuno, come si è sempre fatto, porterebbe avanti le proprie idee e i propri principi cercando maggioranze in Parlamento e nel paese. Andando sul concreto è arrivato il momento in cui PS, PRI, PLI e PSDI(solo per citare i partiti di una qualche consistenza e storia..) dicano chiaramente che cosa vogliono fare. Se intendono partecipare a questa avventura, che potrebbe anche essere in solitaria se l’UDC non volesse questa lista come alleata ovviamente, ed insieme a loro ovviamente bisognerebbe coinvolgere tutte le persone e le associazioni che si richiamano a queste culture politiche. Questo sarebbe un modo intelligente e serio per affrontare le elezioni senza dover aspettare le ultime concitate ore per avere un posto in lista nel PD o nel PDL. Solo che è arrivato il momento delle scelte: chi ci sta?
Il 1 marzo a Firenze potrebbe essere cosi’ anche l’inizio della campagna elettorale di questa lista laica, liberale e socialista. Per dirla con Bettino Craxi: “si può fare, si deve fare”.