il Disturbo Bipolare del tipo 2
Le forme bipolari del Tipo 2, nonostante rappresentino le forme più comuni, sono le meno studiate.
Spesso non diagnosticate e mal gestite sul piano terapeutico, la loro mancata diagnosi è riconducibile alle difficoltà delle fasi espansive non evidenti, ipomaniacali.
Poichè nell’ipomania non si riscontrano manifestazioni psicotiche o grave agitazione psicomotoria, il disturbo si presenta con modificazioni comportamentali tali da indurre difficoltà nella diagnosi differenziale con i Disturbi di personalità, tipo Border-Line.
L’ipomania presenta, infatti, aumento dell’energia, creatività ed estroversione, tipico aspetto “sunny side” dell’ipomania, affiancandosi agli altri negativi, quali impulsività, aggressività, instabilità geografica, lavorativa, sentimentale, tendenza alla promiscuità sessuale, uso di sostanze stupefacenti, tipico aspetto ” dark side”; tali atteggiamenti possono indurre alla diagnosi di Disturbo della Personalità, compromettendo approccio terapeutico e prognostico.
L’individuazione degli episodi ipomaniacali dovrà essere centrata su una ricerca retrospettiva molto profonda e si dovrà tenere presente che il paziente considera il disturbo dell’umore come segno di benessere, anziché di malattia.
Inquadrare la malattia, dipende dall’abilità del clinico, servendosi anche delle osservazioni esterne, che saranno d’aiuto per ricavarne indicazioni indirette utili per poter formulare una corretta diagnosi.
E’ evidente che una corretta diagnosi di Disturbo Bipolare del Tipo 2 sarà complicata in funzione dell’applicazione terapeutica, infatti si dovranno dare terapie stabilizzanti per l’umore.
Per quanto riguarda gli antidepressivi, invece, andranno impiegati con massima cautela, per il rischio di viaggi espansivi, di accelerazione dei cicli con peggioramento del decorso della malattia maniaco-depressiva.
Dr.ssa Matilde d’Alessandro
Dott.ssa Matilde d’Alessandro
Esperta in Ansia, Disturbi Associati e D.A.P.
Napoli
320 7585631.
© Matilde d’Alessandro
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