La sinistra italiana continua ad affrontare l’argomento tasse con il volto di Visco : anche Cesare Lombroso lo sconsiglierebbe fermamente, sottolineandone le fattezze vampiresche .
Non riesce a capire che volere l’equità non significa quindi porsi come gabellieri e men che meno come coloro che , attraverso le tasse, fanno piangere i ricchi , ma significa farsi portatori di un disegno complessivo che potrà funzionare nel momento nel quale i contribuenti nella loro ragionevole maggioranza sono portati a rispettare il sistema erariale e non ad eluderlo, se non evaderlo , lasciando agli ispettori del fisco il compito di perseguire un numero ristretto di evasori da trattare, quelli sì , con la massima durezza e severità. La malcelata soddisfazione nel constatare l’aumento delle entrate fiscali come conseguenza del “terrore di Visco” è una delle cause principali della caduta dei consensi del centro-sinistra : a prescindere dal fatto che si tratta di un falso (l’incremento delle entrate 2007 rispetto alle previsioni è dovuto in massima parte ad incassi superiori dell’Ires , la tassa delle società, che hanno incrementato gli utili , e non dal recupero di evasori alla contribuzione ! ) , in questo modo si avvalora e si rafforza l’immagine della sinistra che mette le mani in tasca agli italiani sulla quale il cav.Berlusconi ha costruito tanta parte del suo successo e dell’odierna rimonta di consensi . Né è di grande aiuto mettersi sullo stesso piano della destra, gareggiando in demagogia ed arrivando oltretutto secondi sulle parole d’ordine con credibilità bassissima : come ha fatto il governo Prodi, cercando di scimmiottare in ritardo Berlusconi sull’Ici, andando a toccare l’unica entrata fiscale diretta dei Comuni .
Equità significa innanzitutto considerazione complessiva delle entrate e delle uscite , e quindi innanzitutto un grande, grandissimo rigore sul versante della spesa , come insegna quel Quintino Sella alla cui immagine ci si richiama spesso a sproposito ; ed un’altrettanto grande attenzione alla verifica dell’effettiva erogazione di servizi ed agli effetti della politica di spesa pubblica trattando gli elettori come cittadini e non come sudditi.
Faccio due esempi di quello che si potrebbe fare , senza oltretutto spendere a vanvera tesoretti vari.
L’evasione fiscale effettivamente recuperata ed incassata nell’anno 2007 è ad oggi 4 miliardi di euro. Una proposta dal valore simbolico molto forte e dal semplice meccanismo applicativo è quello di restituire integralmente questi fondi sotto forma di detrazione d’imposta una-tantum ai contribuenti pro quota rispetto alle tasse versate nell’anno precedente : nel caso dei 4 miliardi del 2007 , quegli stessi andrebbero ai contribuenti Irpef , che hanno versato 150 miliardi di euro , ed a quelli Ires – società, che ne hanno versati 36 , in pratica una media del 2% rispetto a quanto pagato.
Si tratterà di una cifra individualmente modesta (che comunque ridurrebbe la pressione fiscale individuale di 0,3-0,4 punti) , ma si renderebbe visibile e palpabile un fatto molto preciso , che l’evasione fiscale si traduce in un danno diretto per ciascun contribuente onesto e si otterrebbe un maggiore e più convinto consenso all’azione di polizia fiscale : ispettori e finanzieri recuperano soldi miei, tasse pagate in più per colpa dei felloni evasori, che fanno i furbi ai miei danni e non del trucido fisco di Visco..
L’altro esempio riguarda il fatto stranoto che ancora nel 2006 n 10 tasse costituivano l’88,2% delle imposte e tasse incassate. Le 72 imposte necessarie per incassare poco più del 10% del totale oltre ad essere certamente inferiori ad i costi sostenuti dalla PA per la loro gestione, generano costi amministrativi e di gestione in misura pressocchè uguale a carico dei contribuenti e delle aziende che le devono a loro volta gestire e ,in molti casi , portano ad un incremento dei costi sui beni di produzione e consumo non giustificato da alcuna motivazione : anche una semplice trasposizione del carico fiscale operabile con la cancellazione delle 72 imposte in questione sulle 10 principali comporterebbe un beneficio secco per il sistema pari almeno ad una Finanziaria omnibus mediamente pesante .
Franco D’Alfonso

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