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SFIDUCIARE FRATTINI. SE NON LUI CHI?

Sulla Libia tre posizioni diverse in tre giorni. di Kuliscioff

di Redazione Pensalibero.it | 25 Febbraio 2011

Quella che segue è la rassegna delle dichiarazioni ufficiali rilasciate negli ultimi tre giorni dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, sulla vicenda libica.
Lunedì. “L’Unione Europea non deve interferire nei processi in corso in tutta la regione libica ma deve limitarsi ad incoraggiarli. Occorre difendere la sovranità e l’integrità territoriale della Libia. L’Europa non deve esportare la democrazia: noi vogliamo sostenere il processo democratico, ma non dobbiamo dire, questo è il nostro modello europeo, prendetelo. Non sarebbe rispettoso dell’indipendenza del popolo, della sua ownership.”
Martedì. “Condanno, in piena sintonia con l’ Unione Europea, la repressione in corso, e deploro, senza se e senza ma, le violenze contro i dimostranti e la morte dei civili in Libia. Sulla situazione in Libia, la posizione dell’Italia coincide con quella europea. Le richieste alle autorità libiche le abbiamo fatte insieme, come Europa. Ora aspettiamo la risposta da Tripoli. Chiedo, come lo chiede il Consiglio dell’ Unione Europea, un’immediata fine dell’uso della forza contro i dimostranti. E sottolineo che alle legittime aspirazioni e richieste di riforme da parte del popolo si deve rispondere attraverso un dialogo che sia aperto, completo, significativo e nazionale, che porti a un futuro costruttivo per il paese e per la popolazione”.
Mercoledì. “Dagli accordi di convenienza e convivenza a quelli di comunanza. Questa è la lezione e l’invito che facciamo a noi stessi, a noi europei per primi, di fronte allo scenario politico e sociale di una sponda sud che cambia (…). Per anni avevamo cercato – troppo timidamente – di porre ai regimi della sponda sud lo scambio tra aiuti e diritti. Cercando così di fare avanzare le libertà e i diritti anche in quelle società. Mentre ora – contro ogni previsione e contro ogni analista – le giovani generazioni avanzano per prime, nelle piazze, le parole della libertà. E la parola partenariato si colora di una nuova insospettata e perciò ancor più bella prospettiva: quella di costruire insieme comunanza di valori, anzitutto il diritto alla vita, la dignità delle persone, la parità tra donne e uomini, il diritto di professare tutte le religioni”.
Lunedì, a margine del vertice dei ministri degli Esteri europei, la posizione del responsabile della nostra diplomazia non era affatto in linea con quella degli altri Stati membri (Regno Unito, Germania, Danimarca, Svezia), che assumevano intanto iniziative di inequivocabile straordinarietà contro la violenza di regime: richiamati gli ambasciatori, revocate le concessioni commerciali bilaterali e sollecitato l’intervento degli organismi internazionali. Per Frattini invece l’Europa non avrebbe dovuto interferire – come se intervenire significasse assumere un’arbitraria iniziativa di regime change e non piuttosto impedire il massacro, già annunciato, ed in parte compiuto, dal dittatore ormai restituito dalle circostanze alla a lui assai consona brutalità. Martedì, la virata, imposta dalle cancellerie euro-americane, più che da consapevole riflessione auto-indotta. Mercoledì, il rilancio – dottrinario e spregiudicato ai limiti della presa per il culo.
Che aspetta l’opposizione a sfiduciare Frattini? Perché – ci chiediamo – se non lui, chi?
Kuliscioff – thefrontpage.it

Pubblicato in : Primo piano

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