
Ci sono dei dati incontrovertibili su cui riflettere, così come ci sono passaggi non più rinviabili da compiere prima del secondo turno, e la parte più difficile tocca senza dubbio a Bersani. Intanto perchè che il Segretario del Pd, con cui si è schierata la totalità della dirigenza e degli eletti del partito, non passi al primo turno, è già notizia non di poco conto, visto che il ballottaggio non era affatto scontato e molti, forse troppi, avevano data per certa una sua vittoria secca che invece non c’è stata, per ragioni sulle quali ci sarebbe molto da interrogarsi, se ci fosse una reale volontà di comprendere tutte le manchevolezze di apparato che caratterizzano questo Pd.
Il dato della Toscana è in questo senso il più significativo: l’intera dirigenza locale, provinciale e regionale si è schierata compatta con Bersani, per due mesi tutti, dal segretario metropolitano fiorentino su su fino al Governatore, hanno scientificamente sparato addosso ogni giorno a Matteo Renzi, il corpo estraneo, l’alieno, il nemico in terra rossa – ma l’alieno ha stravinto a Firenze, in tutte le città principali, nei piccoli comuni un tempo roccaforti bulgare della sinistra, nella regione intera. Dunque, lo scollamento tra la dirigenza del Pd ed il suo elettorato appare evidente ed incolmabile, ed il voto espresso dai toscani esprime forse al di là di ogni aspettativa quel concetto di rottamazione cavallo di battaglia di Renzi: perchè gli elettori toscani, votando in modo inequivocabile, hanno già rottamato la classe dirigente piddina, dichiarandola inadeguata, fallimentare e, soprattutto, irrimediabilmente lontana da loro. E questa, per il Segretario, non è certo una buona notizia, soprattutto non è una realtà su cui si possa tacere, sorvolare, minimizzare, specie in vista delle elezioni politiche, perchè dimostra che oggi, in Italia, nessuno può dirsi certo di ottenere a scatola chiusa e per sola fede il voto del proprio presunto elettorato. Il tempo delle deleghe in bianco è finito, per tutti, ed i feudi sono stati smantellati dai cittadini che hanno scelto di esprimersi per un rinnovamento autentico e non di facciata, operato dal basso e non dalla Segreteria e dalla dirigenza del partito. E certo questo stato di cose pesa, e pesa assai, tutto su Bersani, visto che il suo competitor Renzi è colui che di questa battaglia si è fatto unico portatore.
Ma pesa molto di più sul Segretario quanto è chiamato a fare nei prossimi giorni, che è poi quanto invece ha accuratamente rimandato fin qui, nel corso di tutta la campagna elettorale di queste primarie. Perchè ora non può più nascondersi dietro vaghezze estreme, mediazioni possibiliste, accomodamenti correntizi, alleanze da trattarsi dopo il voto di investitura a candidato Premier. Ora che lo scontro è a due, e che vede di fronte le posizioni chiare di Renzi, dichiarate e ribadite su ogni punto, contrapposte alle troppe genericità di Bersani, costretto a non prendere parte chiara su nulla dalla traballante alleanza con Vendola, e dalle conseguenti riaperture a Casini e all’Idv, in prospettiva di una coalizione posticcia e fragilissima di governo – l’ennesima – bisogna che le maschere calino e si sappia chi sta con chi, e soprattutto su quali basi.
Il voto dei vendoliani è disposto a premiare Bersani, che vuole l’alleanza con Casini, mentre Vendola l’ha sempre rifiutata? E il voto più vasto dell’elettorato del Pd, è così certo di voler andare ad elezioni politiche contando su una coalizione esposta a veti, ricatti, debolezze paralizzanti che sembrano promettere null’altro che una riedizione persino di più corto respiro dell’ultimo disgraziato governo Prodi? E si può continuare a negare che il vero candidato in grado di sgonfiare le ragioni populiste di Grillo – che, non certo a caso, lo attacca ormai incessantemente – sia Matteo Renzi?!
Su queste domande affatto oziose e per nulla retoriche si gioca la partita. Con una avvertenza importante: se l’intera dirigenza del Pd non è capace di prendere atto del messaggio chiaro uscito dalla urne del primo turno, e continua a ritenere di poter dare per scontato un voto di bandiera che non c’è più, il problema vero non sarà riuscire comunque a far vincere Bersani, ma portare poi alle urne, a primavera, gli elettori che avranno ancora una volta visto ignorata l’istanza chiara di cambiamento da loro espressa. Ed è dunque evidente che, da qui in poi, le responsabilità delle scelte da fare avranno nomi e cognomi precisi cui gli elettori sapranno di doverle addebitare.
La fortuna del Movimento 5 Stelle alle prossime politiche sarà decisa dalle primarie del Pd – un paradosso politico che pesa su una dirigenza inadeguata, priva per propria incapacità degli strumenti efficaci per combattere la deriva di un voto di protesta che rischia di paralizzare in modo irreparabile le dinamiche decisionali del Parlamento che verrà. E se davvero si vuole che a vincere sia la politica, quella vera, fatta di progetti credibili e di personalità in grado di sostenerli, la scelta va fatta ora. Confidando in un elettorato più avveduto e più lungimirante di quanto si sia sin qui dimostrata la dirigenza del Pd.

Stasera sarà finita ,questa mafrina delle “primarie”.Che indubbiamente ci ha insegnato qualcosa . In primis che le italiche capacità di discernimento politico individuali sono ridotte al lumicino ,vittime della pervadente inclinazione all’appartenenza di loggia ,che dalla mafia alla massoneria -passando dalle categorie e dalle corporazioni – obnubilano le menti della gran parte dei “cittadini”.Rileggendo come Siracusa si bea di “destra” e “sinistra” (parole il cui significato ha perso quasi tutta la propria attualità ) , e si tuffa nelle consolanti valutazioni portate dall’ipotesi di “infiltrazioni” ,quando la questione si dovrebe risolvere in una operazione di “scelta”( dal verbo eligere ,radice madre del termine elezione , o sciogliere da ) da parte dei singoli di una persona cui affidare la guida del Paese…bah ,cascano un po’ le braccia ! Si rinuncia dunque a valutare per le capacità personali e per le idee espresse ,preferendo le “appartenenze” con ragionamenti tipici del tifo da stadio. Compertamento che considero deprimente ,in questo caso specifico…
Perché sostengo Matteo Renzi
I tempi sono cambiati. Perché la realtà è cambiata. Non più fissa, immobile, quasi eterna, come prima ad esempio dell’avvento della televisione. E poi, contraddittoria, relazionale, a specchio, come manifesta, per rimanere all’esempio introdotto, mediante (medium) lo schermo della televisione. Oggi, ancora mediata attraverso l’utilizzo di uno strumento, il più delle volte un computer, ma per la prima volta mobile, liquida (Bauman), e questo perché per gran parte già inter-attiva.
Questa nuova realtà ha pertanto bisogno di nuove chiavi di lettura ed interpretazione, in grado di capire il significato pieno di un e-vento, che si manifesta sempre più in tempo reale, interessando e coinvolgendo tutti i protagonisti (stakeholder activism), che sarà sempre più difficile separare tra attori e spettatori.
Questa è la realtà e questo è il tempo che siamo de-stinati a vivere. Adesso!
Angelo Giubileo
Ma se è vero che ,tra gi allegati della legge d stabilità ,compare un aumento di più d 8.000 € all’ appannaggio di Napolitano( adesso!), caro Giubileo ,mala tempora currunt ,in questa nuova realtà….
Adesso si capisce quanto male abbia fatto il Berlusconismo al nostro Paese. Qualsiasi possa essere la questione,il problema ,l’ analisi , basta il nome d Berlusconi a travisare tuto ,ad affossare ogni tesi ed argomentazione ,a cntrastare ogni presa di posizione. Autorizzndo il primo imbecille di turno a fare tribuna roboante. Come quando ,nelle riunioni d partito o nelle assemblee sindacali .in caso di incertezze o pareri divergenti, saltava fuori lo strillo di “fascista!”,e tutto tornava alla normalità di regime. Voglio solo ripetere una considerazione “peregrina”.
Per contrastare Renzi ,ci si attacca a tutto . Anche a mettere in dubbio il concetto di nuovo . Come se i soliti noti non parlassero di rinnovamento ad ogni piè sospinto,quando devono farsi pubblicità. Anche sottacendo ,magari ,che la vera novità non sarebbe una faccia nuova ( più o meno ) ma piuttosto un cambiamento del S I S T E M A che garantisce a vecchi e nuovi di vestirsi di “poliica” come se fosse un esclusivo ed aristocratico ( cioè non per tutti ) paludamento . Ho i miei dubbi che possano sparire le spese folli della Casta ,le pensioni ripetute e cumulative ,le liquidazioni fantasiose ,i “rimborsi” a prescindere ,il nepotismo che -ad esempio – riempie i partiti e le televisioni cme gli Enti pubblici e privati…infatti un decreto governativo deve comunque passare al vaglio degli “onorevoli”. Ma non toglieteci anche la speranza !!!!
Solo una precisazione: no Marzio, la tua idea non fa affatto scandalo, tanto è vero che a suo tempo la commentai dicendo che era legittima ma che io non la condividevo. Sei tu che fai scandalo della mia idea, non riconoscendole dignità di scelta, ma riducendola a semplice frutto di intossicazione mediatica.
Qui sta tutta la differenza fra noi.
Hai ragione Marzio, purtroppo la nostra vita é storicamente brevissima, possiamo solo guadare indietro e al presente, probabilmente anche l’idea di una Nazione Europa é vetusta perché le distanze si accorciano, e quando si andrà da New York a Tokyo in 3, si potrà parlare di Nazione Terra.
Gli entusiasmi delle primarie saranno presto demoliti dalla crisi, già parlano di peggioramento della situazione in Italia e di altre manovre necessarie, chiunque sarà chiamato a governare l’Italia, non vorrei essere al suo posto!
Accontentiamoci dei nei di Renzi e della sua S sibilante con la C strascicata (ma un bel corso di dizione, nessuno glielo consiglia?!?) e delle sue frasi da statista “Me la gioho” (tradotto, me la gioco!), forse pensando di essere alla Ruota della Fortuna.
Caro Paolo, temo che il governo centrale europeo non ci sarà mai, le generazioni cambiano davvero, gli imbufaliti dal terrore del secondo conflitto finalmente spariranno, altri giocatori siedono già tavolo e altri terranno il mazzo. E poi se qualcuno si accorgerà che la storia non è un vettore obbligato come vuol farci credere la tecnologia, ma vera e costante libertà a 360 gradi, che accadrà se qualche nazione vorrà uscire dall’unione, una guerra di secessione europea, con due caricature tipo Lincoln e Davis, e la solita Inghilterra che tiferà per Davis? E’ tempo di dire basta all’emotività coatta ereditata da padre e nonni.
Poi, per finire, Renzi ha avuto un ottimo piazzamento, anche se non vince porterà i suoi amici a Roma, questo l’ha detto, allora stai tranquilla, quello ha i denti come le Nutrie nel fiumiciattolo alle Cure, riga il parquet, lo avrai il Renzi,dopo 20 anni di Berlusconi vi attendono 40 anni di Renzi!
Marzio, sei troppo negativo sull’Europa, é nata male, verissimo,. ma col tempo sarà sempre piu’ forte e gli stati saranno semplici regioni di un grande governo centrale.
Allora Chiara siamo a questo: la mia aspirazione ad uscire dall’euro, ma anche da questa Europa, aspirazione che ribadisco e sottoscrivo, fa scandalo, così come fa scandalo mettere in dubbio settanta e più anni d’impalcatura europea esaurita e morta, anche se temibili davvero sono gli scapaccioni che mi becco da Napolitano e Monti. Presto i nemici di questa Europa di neoaristocratici rampanti a Bruxelles saranno arrestati? Cosa devo aspettarmi? Vedo che i media lavano bene i cervelli, e un ultima cosa perché sono stufo di perdere tempo: il pollaio italiano non lo cambierà nessuno né di destra, né di sinistra, né di centro. Siamo incapaci a farlo, il pallaio italiano cambierà per una spallata dall’esterno, chi, come e quando darà quella spallata non chiedermelo perché non lo so, ma qualcuno purtroppo la darà, come è sempre accaduto nella nostra storia e allora il pollaio cambierà.
Cara Chiara, non sono inesattezze, ma affermazioni che qualche “bravo” di Renzi ha espresso piu’ volte, sono sicuro di averlo sentito su Rai3, se ora la barra si é spostata sopra i 4 milioni, beh, avranno detto una cavolata, la cifra era come ti ripeto al di sopra del milione e mezzo.
Ma poco importa, me la “prendo” perché sono convinto che l’errore del berlusconismo stia per riprodursi con il renzismo, gli italiani hanno la memoria cortissima, lui vuole fare l’americano, va a correre la maratona di New Florence, credo che sentirà la mancanza di una Regina per non poter scimmiottare Tony Blair, insomma mi sembra patetico.
Quanto a Hollande, non l’ho mai trovato digesto né simpatico, la Francia sta spendendo troppo e farà la fine dell’Italia, ma siamo ancora, credimi, lontanissimi dal “sistema Italia” . Ma neppure Renzi avrebbe le palle e il coraggio di “rottamare” con la catto-politica, lui ne fa parte del resto.
Almeno Hollande sta approvando leggi che in Italia non esisteranno ancora per decenni e forse mai.
Caro Marzio, sarò breve.
– 1 non ho mai votato per il centrodestra cui non ho mai riconosciuto il diritto, del tutto usurpato, di fregiarsi dell’aggettivo liberale. Il pensiero liberale è troppo alti e complesso per gente come Quagliarello, Calderoli o La Russa.
– 2 non manco di alcun rispetto verso la storia del Pd ex Ds ex Pci, ma sono libera di dire che non è mai stata la mia storia cosa per cui, credimi, anch’io ho pagato e pago un prezzo molto alto, che mi da il,diritto di esercitare la mia critica, così come ho fatto amche con il centodestra.
– 3 la dialettica interna è sempre stata un grave problema per la sinistra italiana, ed iil nostro Direttore, da Socialdemocratico, può certo testimoniarlo meglio di me. Ed oggi il problema Renzi è dato proprio dal rifiuto di tale dialettica, vale per tutti l’atteggiamento al limite della minaccia di D’Alema, che ancora sostiene l’equazione pensiero unico- unità del partito. Togliatti sarebbe fiero di lui,
– 4 io non sono la Pasionaria di nessuno, esprimo le mie opinioni che, fino a prova contraria, hanno lo stesso diritto di cittadinanza delle tue.
-5 sul programma, vedi, bisognerebbe ragionare a lungo, ma te la metto così. Di recente, in questo spazio, hai scritto che sostenevi le ragioni dell’uscita dell’Italia dall’euro con tutto quel che ne consegue. Non so se hai cambiato idea nel frattempo – chè davi ragione a Grillo – ma io lprefersico che mi si proponga un programma, di governo che mi dica cosa si fa per lavoro, riforme, crescita ecc. Poi decido se votarlo o meno, e mi dispiace che la mia povertà intellettuale ti disturbi tanto, ma vedi a me sta bene così e non voglio emendarmi. Che ci vuoi fare?! Abbandiammi serenamente al mio destino di perdizione, quando esci dall’euro mandami una cartolina,
P.s. L’archivio è a disposizione per rintracciare le tue dichiarazioni.
Chiara, diciamola tutta, tu appartieni a quegli elettori di centro destra che nelle regioni rosse si sono intrufolati nelle primarie del PD per intollerabilità verso la cappa cattocomunista, nella speranza di ricavare dai frantumi della sinistra chissà quale laburismo e liberalismo italiani. Questa mia affermazione sarà smentita soltanto se, vincendo ora Bersani, alle prossime elezioni nazionali si avrà un crollo a perpendicolo del PD nei suoi feudi tradizionali, visto che se i compagni sono delusi oggi lo saranno ancora di più domani. Ma stai certa che questo non avverrà e la tua analisi appassionata sul PD da improvvisata Dolores Ibarruri mi sembra del tutto campata in aria e molto speciosa. Per ragioni che vanno oltre la generica critica al malcostume e al malgoverno, la cappa rossa mi è molto più intollerabile che a te, ne ho pagato e ne pago il conto, ma io rispetto la storia di un partito che tra mille travagli e errori ha contribuito nel bene e nel male alla storia d’Italia, e mi aspetto che quel partito maturi da sé con la sua naturale dialettica interna, visto che Il PD non solo non è più il partito di Togliatti, ma nemmeno di Longo, Berlinguer, Occhetto e D’Alema. Allora cosa c’è dietro tutto questo livore perché Renzi diventi il leader della sinistra? Tu parli del chiaro programma di Renzi. Ma cosa dici? Ma sai cosa deve essere un programma? Un programma nasce nel farsi del governo che non è il governo del pollaio, non l’imitazione piatta del come fanno in Germania, Olanda e Scandinavia, per non dimenticare gli States, il tuo altare a cui ogni giorno porti fiori. Siamo italiani Chiara, e l’ho già detto, Renzi doveva venire venti anni fa, oggi è una maschera della commedia dell’arte, il “Sor Chiacchiera”, un parvenu del contado cataputalto da internet, dalla laurea dell’obbligo e dal viaggismo a tentare cose più grandi lui. Ma occorrono altre fibre, credimi, altre fibre. Quanto al successo fiorentino del sindaco aspirante premier, che sia un successo frutto dei delusi del PD o degli intrufolati di centro destra, è comunque sintomo d’un campanilismo trito degno, che so, di Caserta, Belluno o Savona, tanto per dire, ma non proprio di quello che si aspetterebbe da Firenze. Quando esisteva.
Caro Paolo, quante inesattezze scrivi, certo in buona fede, ma a che pro?!
Lo staff di Renzi ha sempre parlato di una possibilità di vittoria sopra i 4 milioni di elettori.
Ancora a quest’ora la meravigliosa organizzazione del Pd nin ha reso noti i dati ufficiali delle primarie, tu li sai in anteprima?!
Renzi ha stravinto in tutta la Toscana, non a Firenze, ed ha preso i voti del Pd, nelle roccaforti più rosse hanno scelto lui e nion Bersani, lo ha ammesso a denti strettissimi persino il Giovernatore Rossi, puoi farlo anche tu.
Detto questo, le domande da me poste restano intatte, mercoledì sera ci sarà il comfronto televisivo fra Renzi e Bersani e il Segretario dovrà provare a dare uno straccio di spiegazioni, visto che Renzi è stato sempre chiaro sulle alleanze – no a Casini – e sul,programma .
E infine, ma perchè te la prendi tanto?! Tu sei governato da Hollande, dovresti sentirti felice, poi mi racconti come funziona il miracolo socialdemocratico che non c’è stato.
Dimentico una cosa fondamentale, Renzi aveva strombazzato che al di sopra del milione e mezzo di elettori i risultati l’avrebbero portato in vantaggio su Bersani, ha clamorosamente perso questa scommessa.
Questa Chiara mi sembra la visione del bicchiere mezzo pieno!
In realtà, l’apparato del PD ha favorito Bersani quanto l’apparato dei media ha favorito Renzi. Ormai é evidente, Berlusconi e i suoi accoliti sono sostenitori di Renzi e basterebbe questo per screditare lui come persona e come politico, visti i risultati fallimentari della politica berlusconiana e di questa visione dell’economia che ha reso tutti piu’ poveri, e solo pochi molto piu’ ricchi!
Quanto ai risultati di domenica, Renzi non é riuscito a sorpassare il consenso di Bersani, e lo scarto tra i due é quasi del 10%, non una bazzecola!
Il successo dei 5 candidati nelle loro terre d’appartenenza é lo stesso, Vendola in Puglia, Renzi a Firenze e Bersani a Bologna, tutto come da copione!
Insomma Chiara, se sinistra deve essere che sia, Renzi non é di sinistra, non é di destra, non é né carne né pesce.
Considera poi che l’elettorato di Vendola, un buon 15%, voterà per Bersani, mi sembra che i giochi siano già fatti.