Ci stiamo avviando nel baratro di una crisi economica mondiale avendo come guida gli stessi banchieri, economisti e società di rating che la hanno scatenata nel 2008.

Veramente il problema non ci sarebbe stato, se non lo avessero creato i diplomatici (anche loro tecnici, e come i generali coperti di onorificenze così come oggi economisti e banchieri sono coperti di lauree ad honorem) scatenando una guerra i cui motivi, a tutt’ oggi, non si sono ancora capiti bene, se non che le regole prefissate comportavano che partendo da un singolo atto di terrorismo era obbligatorio, passo dopo passo, arrivare alla guerra mondiale.
Dopo di che la gestione della guerra, affidata ai generali tecnici (ohè, avevano studiato, mica come Garibaldi che improvvisava) ha comportato 9 milioni di soldati morti in attacchi frontali che comportavano avanzate e ritirate di pochi metri.
Lasciamo da parte le capacità dei tecnici della CIA di portarci tutti compatti in Iraq e Afghanistan e chi si provava a dissentire doveva essere scomunicato, con i media che si comportavano esattamente come i giornalisti del 1914.
Il problema che ci angoscia è che ci stiamo avviando nel baratro di una crisi economica mondiale avendo come guida gli stessi banchieri, economisti e società di rating che la hanno scatenata nel 2008, che, non sono riusciti a risolverla in USA applicando le regole del loro liberismo, e adesso la esportano in Europa, nell’ammutolito e spaventato silenzio dei media che cercano solo di creare consenso e fiducia intorno ai tecnici di turno che organizzano la recessione di massa con gli stessi criteri degli attacchi frontali del 1915-18.
Secondo voi, dopo 12 nuove battaglie dell’Isonzo, e della Somme, e di Verdun, all’Altare della Patria porteremo la salma del precario ignoto o del liberista noto?

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