La filosofia non è mai stata il mio forte, ma dopo tre giorni di full immersion al festivalambiente, mi sono fatto l’idea che il problema non è che distruggiamo le foreste, inquiniamo i fiumi, l’aria e la temperatura, mangiamo tutti i pesci, desertifichiamo il pianeta e ne asfaltiamo e cementifichiamo la parte fertile, consumiamo tutte le scorte di energia fossile senza imparare a usare economicamente quella solare.
Il problema è che gli umani sono diventati troppi per stare sulla terra ancora a lungo.
Per millenni ci sono stati dei regolatori naturali. le malattie, le epidemie, le carestie, le guerre. Adesso ci sono dei regolatori al contrario, nel senso che i consumi pro capite sono enormemente aumentati: pensiamo solo all’abitudine sempre più diffusa che per spostarci, anche senza scopi particolari, ci facciamo trasportare da una tonnellata di ferramenta varia.
Ma se stiamo diventando veramente troppi, qualcuno deve cominciare a ragionare sulle priorità nel curare le malattie, a partire da quelle incurabili, sul testamento biologico ma anche sulla liceità del suicidio (per i romani e i giapponesi era una pratica onorevole) e su altre cose che vanno contro ai fondamenti della nostra civiltà.
PS per tirare su il morale ai miei coetanei ho appreso stasera che i merluzzi sono praticamente estinti, ma dove c’erano i banchi di merluzzi adesso si moltiplicano le aragoste. Faremo come diceva Maria Antonietta…
Claudio Bellavista

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