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SE FINI SE NE VA CAMBIA DAVVERO TUTTO

La scissione di Fini, se avverrà, porterà alla creazione di gruppi autonomi alla Camera e al Senato. E si è pensato di chiamarli Gruppi PDL-Italia. E’ un sotterfugio per nascondere la partita sulle elezioni anticipate, che Berlusconi vorrebbe e Fini no per avere il tempo di radicarsi e stringere alleanze. Di Nicola Cariglia

di Nicola Cariglia | 16 Aprile 2010

Forse Fini si separa davvero ( è l’ipotesi più probabile) forse no. Ma, comunque vada, la vicenda ha già confermato tutto quello che c’era da sapere, ed era noto a chi non è accecato da spirito di parte, sul sistema politico italiano.
L’insofferenza di Fini nei confronti di Berlusconi ha come prima motivazione l’orgoglio e la volontà di riaffermare il primato della politica. Detto con franchezza, l’idea berlusconiana di essere il motore di tutto, il suo disprezzo sostanziale per la politica, non cozzano solo con i più elementari requisiti di democrazia. Sono soprattutto macigni invalicabili per la dignità di tutti coloro che militano nel suo partito, fosse Forza Italia o il PDL. L’idea, tradotta in prassi, che c’è uno solo che ha comunque ragione, nelle decisioni di governo come nelle candidature, nelle nomine come sui temi etici, è mortificante per chiunque gli stia accanto. E’ questo uno dei motivi, non l’ultimo, per il quale molti esponenti di spicco della cultura liberale e riformista si sono schierati dalla parte opposta alla sua.
Fini, dopo tante dimostrazioni di insofferenza, è arrivato al punto di dire basta.
E così mette ancora più a nudo tutta l’inconsistenza di questo bipolarismo che qualcuno, a forza di leggi ad hoc, avrebbe voluto trasformare addirittura in bipartitismo, mentre gli Italiani hanno dimostrato di non gradire nè l’uno né l’altro.
Il fatto è che PDL e PD non sono due partiti politici: siamo di fronte a due holding. Ai tempi del sistema proporzionale, le mediazioni avvenivano tra i partiti salvo trattare ulteriormente tra le correnti per quanto riguarda i partiti più grossi. Oggi queste mediazioni avvengono dentro i partiti-holding che sono organizzati al loro interno in potentati che non hanno più il nome di correnti ma di Fondazioni ( ne ha una Fini, una D’Alema, una Veltroni, etc). Rispetto all’epoca del proporzionale poco è cambiato, ed è perfino patetico che Berlusconi continui a lamentare che c’è gente che “rema contro” quando ha stravolto il sistema assicurandosi il consenso con la promessa di una maggiore governabilità. Chi ha dubbi, ripensi alle grottesche vicende delle liste del PDL nel Lazio: fu il regolamento interno fra i potentati a determinare l’esclusione. E si leggano bene in controluce le dichiarazioni di Emma Bonino dopo la sua sconfitta per capire che nel PD la situazione è identica.
La scissione di Fini, se avverrà, porterà alla creazione di gruppi autonomi alla Camera e al Senato. E si è pensato di chiamarli Gruppi PDL-Italia. E’ un sotterfugio per nascondere la partita sulle elezioni anticipate, che Berlusconi vorrebbe e Fini no, per avere il tempo di radicarsi e stringere alleanze. Senza alleanze, infatti, non si vince e senza profumo di vittoria non si costruisce consenso.
Ecco perché questa volta siamo davvero ad uno snodo cruciale, capace di rimescolare tutto e di rimettere in gioco persino filoni politici che sembravano ormai essiccati. Persino quello laico, liberale e socialista se si determinasse un minimo di unità di intenti.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marcello

    21 Aprile 2010 alle 18:07

    Come evete visto è tutto rientrato. Fini farà la sua corrente rivendicando il riequilibrio delle forze interne rispetto a quel 70/30 contrattato alla nascita del PDL.
    Ci sarà un’estenuante tira e molla fra le due fazioni alla faccia delle cose da fare per il Paese.
    Dal’altra parte il PD, per mascherare i dissensi interni riemersi con virulenza, parla dei casini in casa avversa senza, a sua volta, proporre un bel niente.
    L’agognato, sognato, partito laico socialista rimane una chimera vista la fine dei socialisti riassorbiti nell’alveo PD anche se il segretario Nencini si sforza di parlare di vittoria alle ultime elezioni solo perchè da qualche parte c’è stato un titmido risveglio e a Napoli è stato eletto un ex socialista, fra l’altro nelle file avversarie.
    Stiamo tranquilli. Ci vorrà del tempo perchè questo finto bipolarismo venga sconfitto e una forza consistente spacchi l’egemonia degli attuali schieramenti maggioritari.
    Non sarà il Grande Centro evocato da Casini e rilanciato da Rutelli a togliere il sonno ai mandarini di maggioranza e opposizione.
    Al momento rimane solo “il Sonno della Ragione”.
    Vi saluto per l’ottimismo che alcuni di voi professano.

    Rispondi
  2. Francesco Mazzeo I Socialisti per Le Liberta''

    20 Aprile 2010 alle 19:06

    Bisogna ringraziare Fini ma anche Casini, se rinasce la speranza di un ritorno della politica. Anche perche’ tutto il benessere di cui parla Berlusconi la sua “governabilita’” non l’ha portato. Quasi venti anni di finta politica hanno ridotto il nostro Paese ai minimi termini. Resta chiaro che questo sistema Berlusconi l’ha promosso, ma a sinistra e’ stato accettato con piacere. Anche in un’epoca senza valori come e ‘ quella che stiamo vivendo, emerge comunque, che le forzature non possono essere eterne.
    La governabilita’ ha un “pregio” fa risparmiare tanti soldi, perche’ il benessere viene assicurato a pochi, lasciando fuori dal sistema milioni di persone senza nessun aiuto .

    Rispondi
  3. Vittorio Mazzei

    19 Aprile 2010 alle 11:31

    Caro Nicola, come sempre sei puntuale nell’analisi e proposta.
    Il fatto occasionale delle diatribe interne al P.d.L. mette in evidenza la crisi permanente in cui versa il presunto bipartitismo all’italiana inventato da Berlusconi e copiato da Veltroni ed epigoni.
    Noi dei Centouno avevamo per primi analizzato e previsto quello che negli anni successivi si è verificato; occorre tornare alla politica ed alle organizzazioni dei Partiti, come organizzatori del consenso e della alternativa politica impegnandoci prioritariamente tutti sul metodo e sulle proposte di approccio e risoluzione dei problemi che pervadono la società; per quanto mi riguarda spero con modi e metodi il più possibile laici, liberali e socialisti.

    Rispondi
  4. Maria Rita Monaco

    19 Aprile 2010 alle 10:26

    Caro Cariglia, è vero la sinistra ha perso e continuerà a perdere perchè è ormai troppo lontana dai bisogni della gente. Accecata dalla figura di Berlusconi e dall’insipienza di molti dei suoi rappresentanti è capace solo di fare gossip, non propone più niente da troppo tempo. Se non mancano le idee manca la voglia di fare autocritica, di chiudera una pagina vergognosa, di chiedere scusa a quel popolo accettato e citato solo se “bue” e di ricomiciare a tessere un rapporto serio con i cittadini. Non credo che la Lega sia la rappresentanza dell’Uomo Qualunque. La Lega ha preso il posto dei sindacati, è andata ad ascoltare i bisogni dei cittadini, ecco perchè va avanti. Ascolta. Adesso a Firenze, in Consiglio Regionale ha sfrattato (e non solo come stanze) i socialisti. Cosa aspetta la sinistra a svegliarsi da un sonno della ragione durato troppo a lungo?

    Rispondi
  5. nicola cariglia

    17 Aprile 2010 alle 10:05

    Caro Da Ros,
    anch’io, come molti italiani sento il distacco che c’è tra la vita dei comuni cittadini e le alchimie della politica.
    Ma mi sforzo di descrivere ciò che avviene, perchè solo così possiamo comprendere anche la causa dei piccoli problemi di ogni giorno.
    Se siamo in mano ai potentati è colpa della classe politica debole.
    Così nessuno ci difende dai soprusi dei petrolieri, di chi gestisce telefoni e luce e così via.
    Dunque: problemi lontani, ma non tanto.

    Rispondi
  6. dalmasso valerio

    17 Aprile 2010 alle 08:59

    Sarebbe un dramma se Fini non andasse fino in fondo al suo disegno. Si potrebbe creare, finalmente, un nuovo movimento a destra che cominciasse a fare politica. La lega, degna figlia dell’Uomo Qualunque, piuttosto che Berlusconi, filgio di se stesso, sono comunque destinati a ritornari dei nani nel caso di un ritorno di un soggetto che faccia politica vera. Lo spero nel bene dei giovani italiani che, se non dovesse cambiare la situazione, pagheranno le conseguenze nel futuro.

    Rispondi
  7. Fiorenzo Da Ros

    17 Aprile 2010 alle 08:55

    Gent.mo Nicola, analisi rigorosa….ma gli Italiani se ne fregano delle alchimie politiche. Chiedere ai sindaci: moltissime persone non arrivano a fine mese, le persone in cassa integrazione aumentano a ritmi di migliaia al mese e chiedono aiuto per pagare l’affitto, il pane…la rata della mensa della scuola, la classe media ha messo mano alle riserve e sta raschiando il fondo del barile. In questo momento è folle non affrontare i problemi della gente, non provare a risolverli.
    Ogni pastrocchio politico, che non sia governare, riformare, fare e fare subito, sarà associato dalla gente al non fare, al conservare, al tradire e questo sarà punito in modo pesante dall’elettorato. Si farà ancora una volta il gioco di Berlusconi. Un alibi, un’assist, un regalo incredibile fatto dai vecchi intriganti così detti intelligenti, Massimo, Gianfranco e associati, che in realtà passeranno di sconfitta in disfatta.
    Hanno perso troppi treni e sono lontani dal fronte, dal sentire del popolo sovrano.
    Fiorenzo Da Ros

    Rispondi
  8. Civitano Domenico

    16 Aprile 2010 alle 22:06

    Caro Nicola, l’analisi della situazione politica è corretta e reale.

    Rispondi

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