• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

SALI IN TIBET E SCOPRI NEL TUO PROFONDO L’UOMO SENZA ORPELLI

Il personaggio: Giuseppe Tucci/ “In Asia, a differenza dell’Europa le religioni non avevano avuto un’evoluzione, in senso laico, ed erano rimaste in piedi le strutture interne di un atteggiamento che nella vita di ogni giorno continuava a dare un enorme spazio alla meditazione e all’autoanalisi”. di Paolo Marini

di Paolo Marini | 24 Luglio 2011

“Noi – ha scritto Giuseppe Tucci – pensiamo che l’asceta dell’Oriente dissipi vanamente il tempo che passa in terra correndo dietro a fantasmi e visioni. Loro hanno pietà di noi che andiamo alla ricerca di cose che non sono nostre e mai lo saranno”.
Ho letto Giuseppe Tucci per la prima volta anni fa, capitandomi casualmente per le mani e subito acquistando il suo “Il paese delle donne dai molti mariti” (Neri Pozza, 2005), che avrei letto con il gusto e la felicità di una nuova scoperta, pagina dopo pagina.
Uomo di immensa cultura, docente, accademico e infaticabile viaggiatore, una personalità complessa e un carattere tutt’altro che facile, nato a Macerata nel 1894, una laurea in lettere a Roma nel 1919, nel 1925 – dopo aver soggiornato in India – varca la soglia delle regioni himalayane (un’attrazione fatale per il Tibet: è grazie al suo lavoro di ricerca e di studio che l’Italia vanta oggi a livello mondiale il possesso testi rari del buddismo tibetano), fonda nel 1933 assieme a Giovanni Gentile l’Istituto Italiano per il Medio e l’Estremo Oriente, effettua ben otto grandi spedizioni nel cuore dell’Asia, autore di innumerevoli pubblicazioni – un contributo di rara grandezza alla conoscenza delle culture di quel continente e dell’interdipendenza con la storia e le culture europee -, muore nel 1984 a San Polo dei Cavalieri.
La sua vita come un cammino esaltante nei segreti delle culture indiana e tibetana o, come scrive Stefano Malatesta, nella prefazione al libro citato, “un lento, meraviglioso e quasi incantato avvicinamento a un mondo agli antipodi di quello occidentale”. Tucci è uno studioso sui generis, nel senso che non cincischia nel cerchio ottuso della cultura accademica. Inoltre è dotato di straordinarie capacità pratiche che gli consentono di organizzare le spedizioni e di affrontarne tutte le asperità, di spostarsi in condizioni difficili, di superare esperienze durissime, ispirato da un desiderio come infantile; ipnotizzato dal suo fascino, egli fa proprio questo “mondo alieno come se stesse aspettando l’incontro da innumerevoli vite”, scrive ancora Malatesta.
L’incanto è anche nella riscoperta di tempi e motivi che la civiltà dei motori e della velocità ha scalzato e reso marginali; e per questo: “la vita di carovana – come afferma nel “paese delle donne dai molti mariti” – ha per me un fascino grande: è una parentesi di quiete in questa tumultuosa irrequietezza che ha oggi impero sull’Occidente. E’ quasi un riscoprire in fondo a noi l’uomo primitivo nella sua spontanea sincerità: è un ritrovare quell’io più profondo di cui il molto sapere ed il poco meditare, il troppo discorrere e lo scarso tacere ci tolgono spesso la coscienza immediata”.
Durante le spedizioni nessun particolare della natura passa inosservato, innumerevoli sono gli incontri, inevitabili le contaminazioni; i tibetani, poi, sono uomini “capaci di sopportare tutti i disagi e tutti i sacrifici, mai stanchi, sempre allegri, indifferenti al sole ed alla pioggia, sembrano impersonare le virtù fondamentali della religione buddistica, religione di pazienza, di rassegnazione e di serenità come ben s’adatta a gente nata in paesi ove vivere è sinonimo di patire e, per la dipendenza più sentita dell’uomo dalle forze della natura in una terra ove tutto è gigantesco e quasi sproporzionato, più intenso è il senso religioso, più completa la dedizione al numen, più profonda anche la vita spirituale.”
Si accontentano di poco gli uomini di lassù, sono tenaci e laboriosi, eppure hanno sempre un aspetto come imbambolato che non deriva dal fatto di vivere in uno dei Paesi più inospitali del globo, bensì da un’assenza spirituale: i tibetani stanno sempre da un’altra parte, il tutto favorito da una concezione del tempo che a noi occidentali è ignota: “in Asia, a differenza dell’Europa le religioni non avevano avuto un’evoluzione, in senso laico, ed erano rimaste in piedi le strutture interne di un atteggiamento che nella vita di ogni giorno continuava a dare un enorme spazio alla meditazione e all’autoanalisi”, chiosa ancora il prefatore.
Un’indubbia concretezza, unita a quel tanto di cinismo che serve in certi frangenti, supporta Tucci nel suo rapporto con la politica – che peraltro disprezza – ma grazie alla quale ottiene il finanziamento delle proprie imprese, sia sotto il Fascismo che nell’Italia post-bellica dell’egemonia democristiana.
Tucci ha le carte in regola per mescolare virtuosamente le qualità dello studioso e del viaggiatore : non può iscriversi nella figura di esploratore occidentale consegnataci dalla storia (figura d’altronde più consona ai secoli precedenti), non porta egli il verbo conformante ai figli di un dio minore, quello che cerca è l’incontro e non la sopraffazione e con la capacità di appassionarsi, persino di identificarsi con gente così diversa. La cifra di Tucci è l’innamoramento, il rapimento totale: lo si legge nelle sue splendide pagine, ove giganteggia lo slancio empatico e solo per questo, quando afferma che “quelle energie che noi impieghiamo nel soggiogare ed asservire le forze della natura essi [i tibetani, ndr] adoprano a disciplinare la propria vita interiore”, possiamo supporre che ciò sia frutto di una esperienza di vita totale. 
Dobbiamo molto a Giuseppe Tucci, lo affermo con il cuore e senza inutili deferenze. Egli è un grande, di cui si parla ingiustamente assai poco, forse in omaggio alla sua invocata solitudine: “Quando si vive per giorni e giorni tra queste lande, queste cose morte che una volta furono vive e vi parlano dell’uomo e delle sue opere quando dell’uomo sembra perduta ogni traccia (…), sono pure un grato sollievo. Ricca di ineffabili esperienze è senza dubbio la solitudine ed io fui sempre portato per natura a ricercarla, perché ci trasporta a fantasticherie, a visioni e a sogni che il fervore del nostro Occidente troppo spesso ci nega; ma qui sull’Himalaya sembra dilatarsi ed espandersi all’infinito”.

Paolo Marini

Pubblicato in : Primo piano

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti