• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Rotto l’asse Prodi-Bertinotti. Per il Presidente della Camera il Governo è moribondo

La sinistra ha bisogno di tempo per far nascere la cosa rossa e recuperare il suo elettorato: con la scusa della legge elettorale e delle riforme, bisogna accreditare l’ipotesi del governo istituzionale, prima ancora che tecnico. di Raimondo Magnini

di Raimondo Magnini | 26 Ottobre 2007

Anche la pazienza ha un limite. E Bertinotti, da sempre il migliore alleato di Prodi, l’ha persa. Da qui la sua apertura ad un governo istituzionale che ha fatto infuriare il Professore. Le precisazioni, successive, dell’uno e dell’altro non hanno cambiato la sostanza delle cose. Il rapporto si è incrinato. Dal suo punto di vista Bertinotti ha perfettamente ragione. Ci sono due dati oggettivi: 1) il governo è moribondo 2) la sinistra ha bisogno di tempo per far nascere la cosa rossa e recuperare il suo elettorato. Per fare questo, in caso di caduta di Prodi, devono essere evitate le elezioni anticipate quindi, con la scusa della legge elettorale e delle riforme, bisogna accreditare l’ipotesi del governo istituzionale, prima ancora che tecnico. Il ragionamento non fa una grinza. Del resto come si può pensare che Bertinotti non sia deluso? Prendiamo tre argomenti caldi, anzi le tre questioni che, durante la scorsa legislatura, hanno visto la sinistra radicale in piazza contro Berlusconi. Il lavoro, le pensioni e la giustizia. Tre temi che sono stati gli assi portanti della campagna elettorale dell’Unione: no al lavoro flessibile e precario, no all’aumento dell’età pensionabile, no ad un uso personalistico della giustizia. Ad un anno mezzo di distanza dall’ elezioni, il governo, proprio su queste tre questioni, sta dimostrando, nei fatti anche se non nelle parole, una sostanziale continuità con le scelte di Berlusconi. Il lavoro: l’accordo sul welfare, se letto bene e se sfrondato da tutta la propaganda che l’ha accompagnato, è nei fatti la conferma dei capisaldi di quella legge Biagi che, molto semplicemente, si era detto che andava “abrogata”. L’ha detto anche uno dei giuristi, Michele Tiraboschi, che aveva lavorato alla sua stesura. Le pensioni: lo scalone è stato abolito ma al suo posto sono stati inseriti degli scalini che, alla fine, portano addirittura l’età pensionabile ad un livello più alto di quanto voleva fare lo stesso Berlusconi. Ma se era sbagliato prima andare in pensione a 60 anni come fa, tre anni dopo, a diventare giusto andare in pensione a 61 o 62? La giustizia: c’è chi non ricorda i girotondi sul tema? Oggi quelle stesse persone sono costrette a vedere non tanto un ministro della giustizia che chiede il trasferimento di un magistrato che indaga su di lui e sul presidente del consiglio, una cosa questa che nemmeno Berlusconi e Castelli hanno mai avuto il coraggio di fare, ma addirittura il governo, nella sua collegialità, che sposa la linea mastelliana e zittisce Di Pietro che, in coerenza con il passato, aveva stigmatizzato il Guardasigilli.
Per il popolo di sinistra queste politiche non diventano accettabili solo perché a farle è un governo di cui fanno parte loro uomini. Anzi. La rabbia è ancora maggiore. Viene solo tenuta a freno. E qualche volta, come accade nelle pentole a pressione, si ha uno sbuffo di vapore più forte. La corda però non può essere tirata oltre un certo limite e quel limite è stato ampiamente raggiunto. Del resto come credete reagiscano questi militanti duri e puri a sentire gli avversari che ironizzano non sul secondo governo Prodi ma sull’ottavo Andreotti, visto che ormai è chiaro a tutti che è il divo Giulio a tenere in piedi il governo?

Raimondo Magnini

Pubblicato in : Primo piano

Info Raimondo Magnini

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti