Indecifrabile il guazzabuglio napoletano. Nel quale, se emerge con chiarezza una cosa, questa è che, come sempre il tragico ed il grottesco tendono ad incontrarsi ed a viaggiare di pari passo. I foulards e le grandi feste di affaristi-imprenditori di fervente fede comunista, l’amicizia stretta con politici dall’impeccabile carriera svolta al calore della fiamma missina e aennina, gli assessori dal passato becero-giustizialista ed i giovani parlamentari rampanti e forse anche millantatori.
Molte figure di mezza tacca che fanno ancor più risaltare la personalità del sindaco Rosa Russo Iervolino. L’unica a meritare, se non altro, il riconoscimento di una grandezza tragica nella sua ostinazione a tirare avanti. C’è del bello, secondo noi in questo atteggiamento: tanto che non esitiamo a restarne ammirati. Lasciamo ai poveri di spirito le ironie di dubbio gusto sulla voce del sindaco di Napoli. In questa circostanza a noi Rosetta è piaciuta: afferma non solo la sua onestà. Afferma il suo diritto-dovere di governare la città per tutta la durata del mandato ricevuto dagli elettori. E conferma ciò che sapevano da tempo tutti coloro che l’avevano conosciuta quando era una delle donne più influenti della vecchia (e a suo modo grande) Democrazia Cristiana. Rosetta non ha mai deluso le aspettative legate al suo rango di figlia d’arte. Si è fatta largo ed ha tenuto la ribalta per decenni perché è donna ostinata e forte.
Quasi mai abbiamo condiviso le sue posizioni e nemmeno oggi la voteremmo se fossimo a Napoli.
Ma quando ha ostentato sorpresa e meraviglia per le dimissioni dell’assessore dell’Italia dei Valori che “fino ad un quarto d’ora fa aveva condiviso tutte le decisioni della giunta comunale” e “comunque, uno di meno”, ci siamo sentiti per una volta dalla sua parte.
n.c.

Assolutamente d’accordo su quel”uno di meno” ; con il rimpianto ,però ,che l’enumerazione si fermi all’unità ! Ma se consideriamo che ,oltre alla dimostrazione di forza ed ostinazione per la propria posizione ,la Rosa ha dimostrato anche incapacità di risultato e di relazione con i collaboratori , le doti “positive” possono anche risolversi diversamente. Attaccamento alla Casta , sorpresa e disillusione per i “tradimenti”, affezione all’egocentrismo . Come in tutte le cose ,è questione d’intendersi…….