• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Rompere con il passato

di Davide Giacalone | 5 Agosto 2012

Lombardo non si lascia innocenti alle spalle. Senza rotture con il passato non si costruisce nulla e si va incontro al commissariamento. Fermare la commedia prima che diventi una tragedia.

Raffaele Lombardo non esce di scena, semmai recita la scena madre per provare a tasformarsi da saltafossi della politica e scavabuche dei bilanci in terrapieno di potere. Quello che meno si vede e più conta. Sconfiggere quest’ultima messa in scena servirà a far ripartire la Sicilia e restituire dignità ai siciliani.

A tal proposito mi preme riprendere un’osservazione fatta da Maurizio Belpietro, spietatamente realista: con le urne alle porte nessuno taglierà la spesa regionale, anzi, se possibile la si farà crescere, come lubrificante elettorale. Tagliare, scrive il direttore, non è popolare. Tutta qui la sfida, in Sicilia come in Italia: far comprendere che tagliare è degno di tripudio, perché significa ripristinare le condizioni della ricchezza e della crescita, non solo economica.

Le dimissioni di Lombardo lanciano la Sicilia verso le elezioni di ottobre. Non c’è una sola ragione al mondo per rimpiangere l’amministrazione uscente, che dai posteri sarà ricordata per le stesse ragioni note ai contemporanei: trasformismo e clientelismo.

I governi di Lombardo lasciano un equanime responsabilità alle parti politiche, visto che furono figliati dall’Udc, portati alla vittoria dal Pdl e tenuti in piedi dal Pd. Lombardo non si lascia innocenti dietro le spalle, che se proprio non è un risultato entusiasmante, quanto meno è ragguardevole. Il tema, da qui in poi, è uno solo: rompere con questo passato. Le elezioni siciliane avranno un valore nazionale, per tre ragioni. La prima: quel che serve è un cambio di classe dirigente, non solo di governo.

Ne è ben consapevole Antonello Montante, presidente della confindustria siciliana, che ha detto: “Bisogna sganciarsi dai vecchi marchi dei partiti, che brandiscono la bandiera autonomista come una clava contro ogni ipotesi di rinnovamento della politica e della società”. Giusto, si tratta di passare dalle parole ai fatti. In Sicilia, come nel resto del Paese, non è più tollerabile, né più tollerato, che sempre gli stessi facciano tutte le parti in commedia: governo, opposizione e anche opposizione a sé stessi. Non è più sostenibile un’economia assistita, che impoverisce e annienta quella capace di competere.

La seconda ragione ha a che vedere con i partiti: ripresentandosi quali sono vanno incontro alla rovina. La logica dei sistemi elettorali è che almeno uno vinca, il che accadrà, ma sarà trionfo illusorio, se costruito grazie alla disaffezione e alla rassegnazione degli elettori. Quindi non basta che candidino alla presidenza della regione qualche anima bella, perché serve la forza d’animo che porti a riconoscere e correggere gli errori commessi. Senza rotture con il passato non si costruisce nulla e si va incontro al commissariamento, che se non di diritto s’incarna in una perdita di fatto della sovranità (avventura già in corso, a livello nazionale).

La terza ragione consiste nel fatto che in Sicilia, come in Italia, non servono solo facce nuove, ma anche idee e sogni nuovi. Ce ne sono, la Sicilia e l’Italia ne sono ricche, se solo non soffocati dai fantasmi del passato e dagli zombie del presente. Si tratta di vedere se esiste un elettorato d’opinione capace di sostenere una simile offerta politica o se, invece, la stragrande maggioranza degli elettori continua a essere drogata dalle promesse della spesa pubblica, anziché allettata dalla liberazione dei meriti privati. Se pensa ancora di potere avere, non accorgendosi che sarà costretta a dare assai di più. Se esiste l’orgoglio di chi voglia essere padrone del proprio futuro o se prevale il desiderio(illusorio) di mettere a carico d’altri il proprio presente. Le classi dirigente indecenti durano poco, se il Paese che rappresentano è migliore.

Lombardo è riuscito a mettere nel sacco i supponenti capi della maggioranza e a dare una lezione ai professori, sul tema del rapporto fra bilancio e potere politico. Se tale abilità portasse ricchezza alla collettività i siciliani avrebbero di che esserne orgogliosi, ma porta privilegi solo agli amici e agli amici degli amici, a quanti collocano negli enti regionali la loro incapacità professionale, a quanti segnano il trionfo burocratico della promozione quale preludio della rimozione.

Lombardo è l’eroe di tutti costoro, al cui consenso si uniscono quanti sperano, con afflato plebeo, di poterne a loro volta godere. Ma non accadrà, mentre, purtroppo, a farne le spese sono i figli disperati di un’isola impoverita, i tanti che non entrano e non entreranno nel mondo produttivo, come i figli disprezzati che avrebbero potuto avere qui il successo che cercarono e cercheranno altrove.

I pregiudizi del nord verso il sud sono come i motteggi del sud verso il nord: puro folclore. Vanno bene per riderne. Guai, però, a non trovare un numero significativo di siciliani capaci di credere e lavorare per una Sicilia diversa, capace di mettere le ali. Non temo i leghismi (la Lega, poi, si alleò con Lombardo!), ma i siciliani che legano l’isola al passato.

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti