Pubblichiamo il testo di una lettera aperta al Presidente della Repubblica, a firma di Paolo Bagnoli, Alberto Benzoni, Felice Besostri, Gim Cassano, Lanfranco Turci, e che è stata pubblicata su “L’Unità” del 29-07-2014.
Signor Presidente,
come garante supremo della nostra Costituzione- e con essa della nostra convivenza politica e civile- Ella ha più volte sottolineato che il necessario processo di revisione costituzionale doveva obbedire a due precisi vincoli: distinguere nettamente sin da principio le parti caduche, da modificare, e i principi ispiratori, da salvaguardare; e, nel contempo, essere concepito e praticato al di fuori di esigenze di governo e di maggioranza, coinvolgendo, dunque, il più vasto arco di forze possibile.
E’ dunque alla luce di questi criteri, oltre che dei nostri personali convincimenti, che vorremmo manifestarLe la nostra più profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in Senato e per i suoi effetti perversi sui percorsi futuri del dibattito sulle riforme.
Si sta concludendo con il ricorso, precedente pericolosissimo, alla ghigliottina un dibattito tra sordi, in cui alle denunce precostituite si è accompagnata, ancor più gravemente, la precostituita indisponibilità a tener in conto gli argomenti degli oppositori. Una guerra non sugli argomenti ma sui tempi il cui esito probabile sarà quello di alimentare il vittimismo degli sconfitti e, ancor più gravemente, la presunzione prevaricatrice del vincitore.
Il clima così creato è tale da pregiudicare in partenza il dibattito complessivo sul riassetto istituzionale del nostro paese.
Così il rifiuto, dopo che era stato acquisito da tutti il principio del superamento del bicameralismo perfetto, di un Senato elettivo, acquista un senso solo come premessa di una rimessa complessiva in discussione dei diritti degli elettori: niente preferenze, sbarramenti a uso e consumo degli interessi delle coalizioni, sabotaggio dell’istituto referendario; il tutto frutto di un accordo che non ha alcuna dignità dal punto di vista politico e istituzionale. Così la demonizzazione del potere e, ancor più gravemente, il disprezzo programmato verso l’opposizione o anche verso la semplice critica costruiscono un clima che il nostro paese non è in grado di sopportare a lungo.
Al di là dei diversi punti di vista sulla crisi in atto ( e abbiamo rappresentato il nostro con onestà) dobbiamo tutti operare per evitare la catastrofe. Appare chiara, a questo proposito, la necessità di un Suo intervento, proprio alla luce di quei principi da Lei costantemente enunciati e che oggi vediamo clamorosamente rimessi in discussione.
Paolo Bagnoli, Alberto Benzoni, Felice Besostri, Gim Cassano, Lanfranco Turci

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