Grave la firma della Giunta regionale sull’autorizzazione per la PIATTAFORMA GAS OFF-SHORE di Livorno, che ha di fatto rinviato la pratica al governo Berlusconi per l’atto finale.
Non comprendiamo l’ostinazione del centrosinistra di affidare al governo Berlusconi la politica energetica della Regione, siamo impegnati nel cambiare il governo e la sua politica liberista, le elezioni sono alle porte. Dovremo impegnarci, invece, per completare il gasdotto a metano algerino, anziché trasportare via nave metano acquistato nei paesi poveri senza nessuna garanzia di scambi democratici.
La popolazione e i comitati avevano richiesto da tempo un referendum, e una pausa di riflessione sul terminale galleggiante che scaricherà a terra gas metano attraverso un gasdotto sottomarino.
Un impianto ad pericolosità, per di più collocato in zona sismica, collegato in un porto già congestionato dal traffico d’altre navi petroliere e gasiere (GPL) in una zona già classificata ad alto rischio.
Una decisione grave che se realizzata pregiudica il futuro di quel territorio e della sua popolazione: limitazione al traffico dei natanti e all’attività e futura espansione del porto di Livorno; interdizione alla pesca d’ampie aree vicine all’impianto e al gasdotto; grave danno per l’attività turistica. la ricaduta occupazionale è invece del tutto risibile, 40 addetti. Inoltre, non è mai stato realizzato un impianto di questo tipo in Europa.
Fortissime, anche, le perplessità sull’affidabilità della Società Olt e sulle sue capacità di risarcire eventuali danni, mentre per la partecipazione delle popolazioni sono stati violati i trattati internazionali: non sono state fornite ai cittadini adeguate informazioni e si è loro impedito di esprimere le loro opinioni nel merito.
Rifondazione Comunista continuerà a battersi assieme ai comitati e alla popolazione per impedire questo assurdo progetto: non bastano le autorizzare goverrnative, occorre il consenso della popolazione.
Sulla vicenda possiamo solo sperare in un ripensamento sui gravi rischi dell’impianto, visto che la Giunta preannuncia di attivare una commissione internazionale per verificare il grado di sicurezza, una scelta che prendiamo seriamente in considerazione, a condizione che al tavolo della commissione facciano parte i comitati di cittadini che si oppongono al progetto.
Monica Sgherri
Capogruppo PRC Consiglio Regionale

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