A proposito dei monumenti dedicati a Cadorna, e al tentativo di taluni di rimuoverli, come già successo negli Usa con quelli del generale Lee, vorrei far notare una cosa. E cioè che se continuiamo di questo passo, e lo allunghiamo, rischieremo di trovarci invischiati in situazioni dove la storia farà a pugni con la realtà. Infatti, se applicheremo lo stesso approccio non ai monumenti ma alle lingue, dovremo rifiutarci di parlarne alcune la diffusione e importanza delle quali è dovuta all’aggressione che certi Paesi europei fecero ai danni di quelli di altri continenti: si pensi al Sudamerica (spagnolo e portoghese), ma anche all’Africa (inglese e francese) e agli Stati Uniti, dove la lingua di Chaucer e Shakespeare è stata imposta ai nativi. Stesso problema per le religioni: a quando il momento in cui molti sudamericani, o molti africani, punteranno il dito contro una confessione – quella cristiana, ad esempio, ma anche quella musulmana – che è una diretta conseguenza delle invasioni armate?
Fabrizio Amadori

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