Si avvicina a grandi passi l’anniversario della proclamazione dell’Unità d’Italia, avvenuta nel 1861, dopo numerosi moti di ispirazione repubblicana ed il passaggio del mazziniano Garibaldi nelle file della monarchia sabauda. Dopo tre guerre contro l’impero d’Austria, la dinastia monarchica francese dei Savoia, già sovrana in Piemonte, Liguria e Sardegna, dopo aver ceduto Nizza, parte della stessa Savoia e l’isola italiana di Corsica alla Francia, con il cui aiuto ha ottenuto la Lombardia, riesce a convincere, con la propria diplomazia, i cittadini toscani emiliani di estrazione liberale ad accettare il ruolo di sudditi della neonata patria. Dopo l’incontro di Teano, nel Sud, i soldati piemontesi e sardi si sostituiscono ai volontari garibaldini e ai picciotti siciliani e napoletani n camicia rossa, facendo diventare i sudditi borbonici “italiani” con i Savoia, con le buone e con le cattive. Il trasferimento della capitale del Regno, da Torino a Firenze, è occasione di giubilo nella capitale toscana, mentre la mole Antonelliana è testimone di rivolte popolari che saranno causa di numerosi morti. Solo nel 1870, dopo aver fatto lavorare sodo de diplomazie italiane nelle capitali europee di Londra, Parigi e Vienna, i bersaglieri di La Marmora riescono ad entrare a Roma, che diventa finalmente la capitale d’Italia, mentre colui che la sognava da decenni o è in galera, o è esule, deluso , malato, vecchio. Due particolari di questa storia: il primo re d’Italia conserva il nome dinastico di Secondo al proprio nome di battesimo, lasciando intendere il tratto continuativo tra la casa monarchica sabauda e il primitivo possedimento alpino; il secondo è relativo alle celebrazioni, che oggi vengono tenute,delle forze di polizia italiane, la cui costituzione supera i centocinquant’anni, ribadendo la mai sottaciuta presa di possesso di carabinieri, forestale ed altri militari come i bersaglieri su tutta la penisola. Comunque sia, oggi, con una lega separatista al governo ed i cattolici schierati da entrambi i lati della barricata, non si può fare a meno di provvedere a questa celebrazione. Sarà dunque la volta buona di ricordare Mazzini, Cattaneo, Crispi, Garibaldi, Menotti, i Martiri di Belfiore…. Noi tanto lo speravamo. Ecco cosa ha in programma Rai Tre, canale televisivo pagato con il canone. Dal prossimo 10 agosto due brave giornaliste, Marina Basile e Tiziana Pellegrini, cureranno un ciclo di trasmissioni, che andranno in onda alle 23,40 orario nel quale notoriamente gli spettatori televisivi toccano l’apice. Il programma si intitola “Biografie d’Italia” e sarà mandato in onda per celebrare il CL anniversario dell’unità d’Italia. Durante la presentazione del programma i responsabili di Rai Tre hanno testualmente detto: “ Sette puntate per sette personaggi, realizzate in occasione delle celebrazioni dell’anniversario dell’unità d’Italia; verranno proposti sette ritratti biografici, per rievocare, attraverso il loro operato, l’umanità, la partecipazione politica e le opere di personalità che, in veste di testimoni, se non veri protagonisti, hanno inciso sulle vicende italiane. Trattasi di presenze significative che il Dr. Paolo Mieli aiuterà a commentare in studio a conclusione di ogni puntata”. Ecco il nome delle personalità che a tale scopo verranno rievocate: Maria Josè di Savoia, Gabriele D’Annunzio, Sandro Pertini, Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante, Padre Riccardo Lombardi e Indro Montanelli. I Martiri di Belfiore, Ciro Menotti, Carlo Pisacane, Goffredo Mameli, Don Ugo Bassi, lo stesso Carlo Cattaneo e persino il cardinale Consalvi si sono rigirati, arrossendo, nelle rispettive tombe piene di erbacce selvatiche.
Renato Traquandi
Consigliere Nazionale del Partito repubblicano Italiano

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