Bettino Craxi fu certamente un politico controverso.
Nel bene e nel male.
Purtuttavia meriti evidenti gli vanno riconosciuti: fu colui il quale portò il Partito Socialista Italiano su posizioni autenticamente socialdemocratiche riprendendo in mano la parabola del Socialismo Liberale di Carlo Rosselli e del filone socialista umanitario di Proudhon contrapposto al marxismo totalitario e totalizzante; una volta al governo abbatté l’inflazione, rilanciò il Made in Italy nel Mondo, nonché rilanciò la politica estera italiana accreditando il nostro Paese fra i Grandi della Terra.
Negli anni ’90 tuttavia non seppe rinnovare il Psi attraverso un’incisiva opera di moralizzazione (non moralistica !) che avrebbe modernizzato ancora una volta tutta l’area laica-repubblicana e liberale. Ciò ahimé permise ai postcomunisti e alle procure “amiche”
di spazzare via l’intera classe dirigente laica e parte della democrazia cristiana, attribuendo tutte le principali colpe del malaffare politico (e non) italiano a lui ed unicamente a lui: Bettino Craxi.
Il nemico da abbattere. Il socialismo rifrmista incarnato da un uomo il cui piglio decisionista poco piaceva alla “gauche au caviar” postcomunista.
E così sappiamo come è andata: Bettino Craxi in esilio forzato ad Hammamet; scomparsa delle forze laiche dal panorama politico italiano (quelle che avevano contribuito all’introduzione del divorzio, dell’aborto, del voto ai diciottenni, della riforma del diritto di famiglia e dello Statuto dei lavoratori); ascesa di forze nuoviste senza storia e di liste personali (Forza Italia, Patto Segni, Lega Nord, Progressisti…) e, come se non bastasse, avvento al governo di un imprenditore privo di cultura politica in un’alleanza DI DESTRA !!!!!
Oggi il malaffare politico è saldo come e più di prima. Tanto più che ahimé ai partiti si sono sostituite le lobby economico-finanziarie e la politica è oggi completamente al servizio dell’economia. Un’economia non di mercato, ma manovrata dal solito capitalismo straccione italiano unito nel voto a questo o a quello schieramento. A seconda degli interessi personalistici.
Bettino Craxi è morto ad Hammamet. Solo.
E così lo ricordiamo pensando che intitolargli una piazza o una via italiana sia il minimo che si possa fare per restituirgli l’onore che gli spetta.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Ricordando Bettino Craxi
Commise errori ma al governo abbatté l’inflazione, rilanciò il Made in Italy nel Mondo e la politica estera italiana accreditando il nostro Paese fra i Grandi della Terra. di Luca Bagatin

A me preoccupano l’una e l’altra cosa di cui tu parli: l’imprenditore senza cultura e parvenu e quelli che agevolano l’alta finanza.
Come mi preoccupa il mio (e di quelli come me) futuro di giovane lavoratore (spesso a nero, nel ricco – di soldi e d’evasione fiscale ma povero di idee – nord est) che rischierà di non avere la pensione e di garantirsi un dignitoso futuro economico.
Nell’anniversario della morte di Craxi, se ci riteniamo Socialisti, modernisti, riformisti come lo era Lui, non possiamo dimenticare che in Italia non c’è più dibattito politico. Non è un problema di destra ma è “Il Problema” della “Sinistra”. Non mi preoccupa l’avvento di un imprenditore senza cultura politica al Governo, ma di politici che coprono imprenditori senza scrupoli che hanno fatto tagliatelle dell’impresa Italiana, vedi TELECOM e che oggi vengono premiati con chissà che altre operazioni finanziarie.
MI preoccupa che l’attuale DS non apra un dibattito sul Riformismo ma che i suoi militanti non aprano un dibattito.
Forse rimpiango troppo i dibattiti delle sezioni Socialiste dagòli anni 70 e 80 ma che hanno portato senza sotterfugi alo congresso di Palermo prima e quello di Milano dopo passando per Verona. Tutti congressi politici con grossi scontri al nostro interno.
Questo non esiste più, vige il governo per il governo con la “g” piccola perchè non è governare presentare una finanziaria il 30 settembre che viene stravolta ogni qualvolta che un deputato si propone di non votarla.
Una finanziaria che ha solo un obiettivo introitare economicamnete soldi dai soliti che pagano.
Perchè diciamolo le imprese che evadono non sono i piccoli commercianti ed artigiani ma le truffe pilotate dove la finanza scopre l’inghippo solo a posteriori e in tutti i casi questi non pagano e non pagheranno mai.
Apriamo un grosso dibattito sul Nuovo Riformismo 2007 attraverso questo sito e cerchiamo di coinvolgere tutti su un pensiero moderno di economica sociale.
La “gauche au caviar” – hai detto bene, questa commistione di pluto-mafio-buro-aristoparentado, che ha respinto l’assalto della modernizzazione e che si dice “progressista e riformista” solo opponendo un ferreo NO ad ogni innovazione o modernizzazione.
Degni eredi del “Gattopardo”.
Del resto in Italia è solo cosi che si governa: dall’epoca dei Pretoriani.