Pensalibero lo aveva scritto appena annunciato l’esito delle elezioni: in questa situazione, onde evitare contestazioni e delegittimazioni, i voti DEVONO essere ricontati.
Qualche zelante mosse la solita accusa: siete al servizio di Berlusconi .
E’ difficile purtroppo, in Italia, far capire che non si vota solo per stabilire quale fazione debba prevalere. Si vota per stabilire chi debba governare, non nell’interesse di chi lo ha votato, ma nell’interesse di tutti.
Ora, dopo sei mesi, la situazione è ai limiti del grottesco.
I voti non sono stati ricontati. Però le accuse di brogli vengono indirizzate da destra verso sinistra e viceversa.
Il primo a sollevare dubbi fu Berlusconi, sicuro di poter recuperare i 24.000 voti di svantaggio alla Camera nella marea di voti bianchi e nulli: cosa possibile, per statistica, prima ancora che per broglio.
Dopo che l’accusa è stata rivolta proprio contro Berlusconi e Forza Italia da Deaglio, tramite un libro dal quale è stato ricavato anche un film, si è mossa la magistratura romana che ha aperto un’inchiesta. Ma intanto, ciò che poteva essere fatto, cioè ricontare i voti da parte delle giunte per le elezioni di Camera e Senato, non lo è stato.
Pochi, anche a sinistra, credono all’ipotesi del film: cioè al software pirata inserito nel cervellone del Viminale che avrebbe trasformato le schede bianche in voti per Forza Italia.
Se brogli ci sono stati, è più probabile che essi siano stati compiuti manualmente. E, infatti, lo stesso Deaglio nel libro faceva quest’ultima ipotesi, poi modificata nel film.
Forse perché è veramente difficile credere che presidenti di seggio e scrutatori di fede berlusconiana siano riusciti ad infinocchiare in tutta Italia, comprese le regioni rosse, la “vigilanza” dei partiti della sinistra. Un sondaggio rivela che gli italiani sono più propensi a credere all’ipotesi opposta.
Ma il mistero maggiore resta il perché Camera e Senato ancora non abbiano proceduto alla riconta, quanto meno a campione. Ai tempi della “prima repubblica” si raccontavano, solo oralmente, storie di enormi brogli fatti un po’ dovunque nei seggi (ovviamente dai partiti più organizzati). Il taroccamento avrebbe riguardato sia i voti di lista, sia, soprattutto, le preferenze e il più delle volte sarebbe avvenuto in combutta.
Oggi, il controllo delle schede è indispensabile per togliere ogni dubbio o accertare una verità che sarebbe gravissima. Non farlo, significherebbe accreditare di nuovo l’ipotesi di brogli fatti in maniera bipartisan.
RICONTARE LE SCHEDE O I BROGLI SONO BIPARTISAN
Le accuse di brogli vengono indirizzate da destra verso sinistra e viceversa. Ma intanto, ciò che poteva essere fatto, cioè ricontare i voti da parte delle giunte per le elezioni di Camera e Senato, non lo è stato.

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