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Recensione di un ergastolano del libro “Ombre bianche” di Frank Edosa

di Carmelo Musumeci | 1 Novembre 2015

Penso che per un prigioniero scrivere un libro è come fare l’amore con la donna che ama.

 

I libri sono i miei fedeli compagni di vita perché mi fanno vivere la vita che non ho più. Penso che senza di essi la mia vita sarebbe una vita di solitudine. E credo che non ci sia posto migliore di una cella per leggere un buon libro.

Purtroppo la maggioranza dei detenuti legge poco e spreca il tempo in cose inutili: parlano di calcio, di veline, di attrici e mantengono la propria ignoranza. Io invece leggo molto e di tutto perché noi siamo anche quello che leggiamo.

Ho appena finito di leggere un bellissimo libro dal titolo “Ombre bianche. La speranza che vince là dove il sole muore” (Museodei by Hermatena Edizioni) scritto da Frank Edosa, nigeriano finito in carcere per motivi di droga. E dentro l’Assassino dei Sogni (il carcere come lo chiamo io) ritrova se stesso, impara l’amore per i libri e ne scrive uno, raccontando la sua storia e la sua esperienza. Penso che un libro sia importante per raccontare il carcere e per farlo vivere a chi lo legge. E per migliorare il carcere bisogna prima farlo conoscere e sensibilizzare l’opinione pubblica.

 

“Il carcere è la prova della vita: se riesci a sopravvivere con la tua personalità, la tua dignità, la tua mente intatte sarai speciale”.

“La routine è il segno che la prigione opera bene. Se tutto ciò funziona per le autorità, diventa, invece, una trappola per i detenuti: c’è un tempo per farsi la doccia, uno per l’aria, per mangiare e per dormire. Queste attività riempiono la giornata. Non c’è altra occupazione. I tempi rallentano la vita e il giorno non finisce mai. I minuti sembrano anni e gli anni minuti. Improvvisamente è la fine dell’anno e tu non sai dove siano finiti tutti questi mesi”.

“Le guardie e i detenuti condividono gli stessi atteggiamenti, gli stessi istinti, la stessa aria e gli stessi spazi. Solo che uno è in gabbia è l’altro no”.

 “Non importa come è costruito, quanto moderno possa essere, il carcere è comunque una gabbia tenebrosa che può uccidere lo spirito delle persone. È un brutto posto che disorienta la persona. Rovina la psiche, spoglia e ruba ogni emozione con il rischio di provocare traumi”.

“Da questa esperienza mi fu chiaro che la prigione non ha il potere di cambiare nessuno e che il mutamento può realizzarsi solo da un cammino interiore individuale”.

 

È difficile in carcere vivere la vita che vorremmo, ma nessuno ti può impedire di sognarla. Frank Edosa l’ha sognata. Poi l’ha scritta. Adesso sta a voi leggerla. E penso che leggendo questo libro non la penserete più come prima sugli emigrati e sul carcere.

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, cella, persone, speranza

Info Carmelo Musumeci

Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania. Condannato all’ergastolo, si trova ora nel carcere di Padova. Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo”.. Nel Maggio 2011 si è laureato all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica in Diritto Penitenziario, con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità”, con relatore il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale, e Stefano Anastasia, ricercatore di Filosofia e Sociologia del Diritto e Presidente onorario dell’Associazione Antigone per la difesa dei diritti dei detenuti. Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da allora anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Promuove da anni una campagna contro il fine pena mai, per l’abolizione dell’ergastolo. I suoi scritti si possono trovare su www.carmelomusumeci.com e su www.urladalsilenzio.wordpress.com. Chi volesse scrivergli può farlo attraverso amici volontari, che tengono per lui questo indirizzo email: zannablumusumeci@libero.it

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