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Quando mancano le strategie politiche con un qualche senso

Guarda caso una certa sinistra/sinistra (aggettivo e sostantivo a piacere) non perde occasione di dimostrare la sua totale incapacità a perseguire strategie politiche che abbiano un qualche senso.
I geni sparsi in questo Paese, che è stato dal dopoguerra nella Nato (tra i fondatori) saldamente in Occidente e poi tra i promotori dell’Europa unita, ma-anche una filiale in cattività dell’URSS, sono restati evidentemente in circolazione e non riescono più a trovare, come nel Triangolo di Renato Zero, una collocazione.

di Alessandro Silvestri | 31 Dicembre 2025

Guarda caso una certa sinistra/sinistra (aggettivo e sostantivo a piacere) non perde occasione di dimostrare la sua totale incapacità a perseguire strategie politiche che abbiano un qualche senso.
I geni sparsi in questo Paese, che è stato dal dopoguerra nella Nato (tra i fondatori) saldamente in Occidente e poi tra i promotori dell’Europa unita, ma-anche una filiale in cattività dell’URSS, sono restati evidentemente in circolazione e non riescono più a trovare, come nel Triangolo di Renato Zero, una collocazione.
Ecco allora che invece di pensare a costruire seriamente una alternativa credibile e potente al melonismo, ritrovando la strada maestra delle riforme sociali, del welfare che costruisce opportunità, del sostegno all’economia e di una politica estera solidamente all’interno del solco progressista e socialdemocratico europeo, vanno continuamente a farfalle creando battaglie politiche senza senso rivolte soltanto a specifiche minoranze (per fortuna già piuttosto tutelate proprio nei paesi occidentali e poco o niente in quelli per cui irresistibilmente parteggiano) quando ci si dovrebbe occupare invece dei problemi della stragrande maggioranza degli italiani!
Una sinistra/sinistra che si badi bene non è appannaggio di un partito specifico, anche se quelli di AVS se ne approfittano parecchio… Perché è una malattia politica infantile che attraversa ampiamente il PD e anche i 5 Stelle. Ovvero buona parte del “Campo Largo” che in politica estera è più vicino a Salvini, Orban e la Weidel che a Sanchez, Costa o la Frederiksen. Un paradosso clamoroso, l’elefante nel corridoio, che però in Italia ancora non è esploso proprio dove dovrebbe e cioè tra quelli che un tempo si chiamavano simpatizzanti o militanti, la compianta Base di partito, che tanto contribuiva alla elaborazione politica dal basso verso l’alto. Ma esiste ancora?!? Mentre una parte consistente degli elettori invece, se n’è accorta eccome.
Ecco però dopo i Soumahoro e le Salis, i mariti, le mogli, le amanti, i parenti a cui si regala un seggio in Parlamento o in Regione, i tanti personaggi che non casualmente affollano le TV di Cairo (ma per grande convenienza della destra, anche quelle Mediaset e RAI) come gli Orsini, i Santoro, le De Cesare, i Caracciolo, i D’Orsi, i Di Battista, i Travaglio i Licheri e un discreto numero di pentastellati con gli occhi fuori dalle orbite a furia di urlare, per non citare l’ultima pasionaria dalla supercazzola prematurata, a cui hanno (per carità di Patria e fortuna di tutti, soltanto per un breve periodo) donato chiavi di città, proposto seggiole prestigiose, ricchi premi, cotillons e chissà cos’altro, che risponde al nome di Francesca Albanese. Quella con l’altisonante incarico dell’ONU, che ci dice molto di come stanno messi alle Nazioni Unite.
Insomma, non è che ci voleva l’aruspice per capire che prima o poi tra una marcia di indignati e l’altra, flottiglie sbucate dal cilindro, la condanna giusta e dovuta al governo Netanyahu che ha subito lasciato molto, troppo spazio però, all’antisionismo se non all’antisemitismo tout court. La vicinanza millimetrica (e acritica) ai ras palestinesi che raccolgono finanziamenti per Hamas (ah già, ma loro non lo sapevano… e come pensano di guidare il Governo di un Paese come il nostro, se sono così poco accorti a chi frequentano?) non conducesse all’ennesimo scivolone, di quello che più che un fronte politico ricorda vagamente la “crociata dei pezzenti” e i vari leaderini tanti piccoli Pietro l’Eremita. Il “sant’uomo” che nel 1096 invece di arrivare a Gerusalemme alla testa di 20.000 disorganizzatissimi invasati, mise a ferro e fuoco mezza Europa e i Balcani, accoppando e derubando un numero impressionante invece che di mori, di giudei. Quelli che invece di essere cittadini consapevoli e magari pure un po’ felici sostenitori dell’Europa libera e unita, stanno dalla parte di Putin e dei peggiori ammazzasette in giro per il Pianeta!
Ora hanno pure un altro grande problema: non possono nemmeno accusare i magistrati di Genova che hanno arrestato Hanoun e stanno indagando sulla rete italiana di finanziamenti al terrorismo palestinese, altrimenti dovrebbero buttare alle ortiche i paramenti da chierichetto che hanno indossato fin dai tempi di “Mani (poco) Pulite” nei confronti della curia giudiziaria italiana.
Beh insomma non possono proprio continuare a dire che i magistrati sono tutti bravi, belli e infallibili, fintanto che pizzicano in fallo i certamente disonesti, di altri partiti, e protestare con quelli che indagano loro.
Non che non ne siano capaci, intendiamoci.
I celeberrimi buoni a nulla, ma capaci di tutto, di longanesiana memoria. Un tratto italico distintivo, duro a morire.

Alessandro Silvestri

Pubblicato in : Editoriale

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    31 Dicembre 2025 alle 12:39

    Non farei di tutta un’erba un fascio.
    o, meglio, non inserirei commentatori e analisti geopolitici e politici con il caravanserraglio della pseudo sinistra italiana. Che è roba borghese, già ampiamente denunciata da Pasolini quando parlava di “chierici di sinistra”…venduti al capitale.
    La sinistra italiana e europea non esiste più dal 1993.
    Bettini Craxi, oggi, sarebbe bollato quale antisemita, come capita al povero Corbyn.
    Berlusconi sarebbe un pericoloso putiniano.
    Sappiamo bene che fine fecero fare loro i poteri forti internazionali.
    Oggi vige un clima di censura e di paura, in UE.
    Temo non ne usciremo.
    Ma le origini e i mandanti sono antichi.
    Già averne consapevolezza sarebbe molto. Ma ci so rifiuta di ammetterlo.
    Eppure è tutto scritto. E molto Craxi scrisse in merito.
    Inascoltato. Vilipeso o tradito anche da coloro i quali aveva contribuito a fare crescere politicamente.
    Il 2025 si conclude con tristezza. Almeno per quel che mi riguarda.
    Non sarà sempre così. Ma sicuramente non ci sarà la capacità di auto rigenerarsi. Perché manca ogni forma di autocritica.
    Il nemico è sempre esterno. Perché è più facile dare la colpa a qualcun altro.

    Rispondi

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