
Ora che è possibile perdere le elezioni che, come nel 2006, avevamo dato per vinte, forse vale la pena di analizzare il perchè di questa maledizione che grava sul PD da prima ancora della sua costituzione. Io azzardo solo delle ipotesi:
-l’arroganza dell’apparato di origine PCI-PDS-DS, che ha costituito una specie di azienda autoreferenziale, la cui maggioranza sta nel blocco di potere tosco-emiliano, alleato con quello laziale, profondamente convinta che nulla può accadere senza la loro benevola egemonia, che peraltro è pronta a concedere spazi controllati ai satelliti. Ma gli oscuri criteri di cooptazione, spesso familistici, di questa oligarchia, il suo modesto spessore culturale , la incapacità comunicativa e soprattutto la grave mancanza di democrazia interna fa sì che molto spesso le primarie per i sindaci e presidenti dei regione siano viste come “feste della liberazione”
-quest’anno la candidatura di Renzi è stata vista come un pericolo grave, il candidato che aveva già vinto a Firenze contro l’oligarchia rischiava di aprire una frattura nel blocco di potere fondamentale. Da cui la mossa intelligente di Bersani di aprirsi a delle primarie , ma con regole ben controllate da lui, che ha dato un grande respiro di democrazia di cui il PD aveva enorme bisogno. Chissà, forse sarà democratica anche la scelta dei futuri dirigenti al congresso. Ci credo solo quando lo vedo.
-questa grande concessione delle primarie sul leader e sulle candidature, ha però fatto aumentare la pretesa dell’egemonia. Per cui il PD ha sognato che il porcellum gli avrebbe regalato la maggioranza dei seggi alla camera e al senato, senza avere bisogno di Monti: e allora si capisce perchè il PD non ha fatto nessuna azione decisa per cambiare la legge elettorale.
– quello che però è sfuggito alla insufficiente capacità della direzione (la direzione di un partito, come quella di un esercito e di una azienda, dovrebbe essere capace di reagire al verificarsi di tutti gli scenari possibili), è che non solo non è mai successo in Italia che le sinistre prendessero il 50% dei voti validi, anche se a ogni elezione c’è una componente che ci spera e ci crede, ma soprattutto c’è una maggioranza assoluta dei votanti che non ne vuole sapere di affidare il governo del paese al solo PD, in condizione di egemonia, ed è una maggioranza più ampia di quella che non vuole affidarlo a Berlusconi, con cui ci si può sempre mettere d’accordo…
-e qui sono cominciati gli sbagli. Quello di insistere sul “voto utile” per avere la maggioranza sia alla Camera che al Senato, e quindi spingere Monti in posizione di attacco frontale, perchè una cosa è essere alleato con un potere determinante, un’altra un elemento aggiuntivo ma non indispensabile. Quello di non dotarsi di armi per ribattere alla ridiscesa in campo di Berlusconi, prevedibile in ogni passaggio di bugie e promesse avventate. Possibile che nessuno abbia pensato di sbattergli in faccia che una bella fetta per la restituzione dell’IMU che promette salterebbe fuori dalla sentenza che lo ha condannato per evasione fiscale, sui diritti Mediaset, qualificandolo anche come “delinquente abituale”? possibile che quando ha fatto la gaffe su Mussolini nessuno gli abbia rinfacciato la presenza nella sua coalizione di “forza nuova” apertamente fascionazista?
Inutile rimpiangere le occasioni perdute. Quasi tutti i miei compagni e amici di sempre han deplorato con sorpresa che io abbia sostenuto la candidatura di Renzi. Può anche darsi che invecchiando sia diventato più scemo, ma nel caso il mio ragionamento era che anche se non apprezzavo molto le posizioni liberiste di Renzi, che alla fine erano le stesse di Monti,quelle che avrebbero dato la linea al governo Bersani- Monti, (anche perchè la linea non la diamo noi ma l’Europa, e il problema è di preparare delle elezioni europee bipolari con i riformisti degli altri paesi, che comprendono tranquillamente posizioni come quelle di Renzi, non quelle della Linke e di Syriza), trovo preferibile fare la stessa politica con un elemento che spacca il blocco di potere che soffoca il PD, e lo apre alla democrazia. A questo punto della vicenda posso aggiungere che avrei preferito vincere le elezioni con Renzi (che avrebbe probabilmente evitato la discesa in campo di Berlusconi, non credo avrebbe voluto fare l’ultima elezione della sua vita contro un giovanotto che pescava nel suo elettorato) che perderle con Bersani. Quanto a Monti, è molto probabile che il suo apporto al Senato sia indispensabile anche per Berlusconi se vince alla Camera, e con i poteri che ha dietro, riesca a contenere il danno che Berlusconi si avvia a fare…
PS: un pensiero che mi è stato suggerito ieri da una cara compagna del Gruppo di Volpedo: Monti ha tenuto per un po’ il ministero delle finanze, prima di passarlo a Grilli. E’ possibile che abbia dato alla Guardia di Finanza un programma di lavoro sulla cui attuazione adesso vigila Grilli? Monti è un prof, ma sa stare al mondo. E sa che in Italia non si governa a lungo se non hai un bel po’ di dossiers…

Ci siamo beccati la maledizione cinese: “Che tu possa vivere in un’epoca interessante”. Questa è interessantissima….
il problema del PD,fondamentalmente, è l’arroganza! Sin dal vecchio PCI la scelta della dirigenza non era negli uomini più capaci ma i più ortodossi nell’ideologia e cioè i più servili con la vecchia dirigenz. In questo senso era molto meglio se i ” vecchi” avessero ceduto il passo al “nuovo” Renzi il quale forse non è più capace degli altri nel senso più intelligente o più fantasioso ma meno aduso ad ideologie, compromessi interni, discorsi altisonanti nelle parole ma vuoti di contenuti e più aggressivo nei confronti di Berlusconi. La balla sull’IMU io l’avevo prevista con due settimane di anticipo ed una dirigenza ” furba” avrebbe potuto giocare d0’anticipo dicendo, per es., “ora Berlusconi si inventerà questo o quello” e disinnescare la sua bomba ma purtroppo questa dirigenza della PD non capisce un bel niente e non impara neanche dai suoi errori( vedi ICI)ed è quindi destinata a non vincere perchè è chiarissimo che dalle elezioni uscirà un Senato bloccato con cui si dovrà trattare legge per legge e che potrà cadere da un momento all’altro per cui anche questa volta niente legge sul conflitto di interesse e niente legge sul falso in bilancio